La vita di ognuno di noi conta. Vogliamo che questo principio venga riconosciuto e rispettato in ogni ambito, e il marketing non fa eccezione. Le aziende, dunque, non hanno più a che fare con una semplice clientela di massa, ma con persone alle quali è necessario rivolgersi in maniera sempre più differenziata. Anche il messaggio con il quale rivolgersi alla clientela diventa specifico e tarato sull’audience. Parliamo del tema diversity and inclusion, al quale stiamo diventando tutti molto attenti, anche quando si tratta di scegliere un prodotto piuttosto che un altro durante l’acquisto. 

Diversity is being invited to the party, inclusion is being asked to dance.

Diversità è essere invitati alla festa, inclusione è essere invitati a ballare. (Verna Myers)

Diversity significa essere attenti a tutta la vasta gamma che comprende differenze di background di una persona: dalla disabilità, al genere, alle caratteristiche fisiche (età, colore della pelle). Inclusion, di conseguenza, vuol dire includere tutte le differenze nell’azienda.

Il Diversity management

Prima di poter comunicare all’esterno la propria inclusività, l’azienda deve lavorare internamente con tutti i propri dipendenti sui principi della D&I. Questo viene fatto in vari modi e in maniera autonoma da ogni azienda, ma ci sono dei punti in comune, come ad esempio: 

  • la diversità nel recruitment: la parte del personale che prende decisioni in fatto di assunzioni, segue dei corsi che permettono di rendere le persone consce di alcuni meccanismi interni che le spingono ad assumere un candidato invece che un altro
  • l’accettazione della diversità: anche chi non si occupa di recruitment spesso prende parte a workshop e momenti di formazione mirati ad aumentare il livello di inclusività tra i dipendenti
  • gli ERG: gli Employee Resource Groups, quindi gruppi di risorsa del personale, sono gruppi spontanei che si creano all’interno dell’azienda e che raggruppano i dipendenti rispetto a dei punti comuni, indipendentemente dal ruolo che le persone ricoprono nell’organigramma. I gruppi possono formarsi in base a caratteristiche diverse come l’età, l’orientamento sessuale, il genere, e sono studiati per coinvolgere tutti coloro che ne fanno parte in attività come seminari, lavori di gruppo o semplici luoghi sicuri nei quali confrontarsi senza venire giudicati.  

Comunicare la Diversity and Inclusion ai clienti

Il cliente tipo di oggi non esiste. Come ci insegna Modern Family, siamo tutti diversi e questo è il nostro bello. Così si sente anche la clientela, che preferisce un’azienda che utilizzi comunicazioni commerciali più inclusive. Impegnarsi nella D&I ripaga, perché si tratta di un ottimo modo per far coesistere business ed etica in maniera sincera, abbattendo la discriminazione da un lato e generando valore per l’azienda dall’altro. Molti brand stanno iniziando ad utilizzare questo approccio, legando i principi di diversità ed inclusione al valore del proprio marchio. 
Questo come si fa? Di seguito troverete tre video di esempio per capire come le gradi companies comunichino il loro impegno verso la diversity and inclusion. ( Tempo fa vi avevamo parlato di questo tema nel mondo della comunicazione e della moda: vai a dare un’occhiata!)

Apple – diversità come ricchezza

In questo semplice video, Apple tratta uno dei punti fondanti del tema D&I, ossia di come la diversità sia spesso una risorsa, soprattutto nel mondo del lavoro. Avere punti di vista differenti, ma tutti indirizzati verso un singolo scopo, aiuta ad arrivare alla versione migliorata di un’idea di partenza: grandi idee vengono da menti diverse che collaborano.

Ikea – sentirsi come a casa, in famiglia

I dipendenti Ikea USA fanno trasparire in questo video quanto il sentirsi accettati nonostante le proprie differenze li faccia sentire in famiglia anche mentre sono al lavoro. La chiave, qui, si trova nel fatto che se i dipendenti si sentono come a casa, diventa più facile far arrivare la stessa sensazione al cliente. Tutto questo porta il cliente si sente ad essere più incline ad acquistare mobili Ikea. 

Pixar – un gomitolo rosa tra i colletti bianchi

Ok, qui non si tratta di un video come gli altri, ma una piccola chicca di chiusura. In questo corto, Purl, un gomitolo di lana rosa, cerca in ogni modo di integrarsi nell’azienda in cui e appena stata assunta, un covo di business man. La protagonista cercherà di cambiare per farsi accettare, per poi scoprire che invece parte del suo contributo e anche portare un punto di vista nuovo nel dialogo aziendale.