Da millennial che incarna gli stereotipi di questa generazione, sono incredibilmente affascinata dai nostri successori: la famigerata Gen Z.

Generazioni a confronto: perché si chiama Gen Z?

La sottile linea che separa le generazioni è molto labile, ma leggende dicono che tutti quelli nati dopo il 1996-1997 proprio a cavallo del millennio sono già parte della Gen Z, o anche definiti come Gen Tech, post-Millennials, iGeneration, and Gen Y-Fi.

Perché proprio Gen Z? Beh, noi Millennials in realtà siamo definiti come la Gen Y (dal 1980 al 1995) e prima di noi sono la Generazione X (o Boomer, anche se alcuni sostengono che i Boomer siano ancora la generazione prima della Gen X), chiamata così perché cresciuti durante il boom economico del Dopoguerra senza precedenti modelli, senza sapere come sarebbe andata a finire (da qui l’idea della X come incognita).

Quali sono i valori della Gen Z?

La Guida di Vice al 2030 raccoglie le risposte dei lettori dell Gen Z tra i 16 e i 22 anni a una serie di questionari fatti nel 2019 che hanno indagato quali sono i valori della generazione e come gli intervistati vedono la società del futuro. Ecco qualche spunto di riflessione che dobbiamo tenere in considerazione per capire come comunicare in questa decade!

Il futuro del lavoro sarà creativo

Considerato che ormai i classici standard scolastici e i curriculum tradizionali non saranno più così rilevanti per entrare nel mondo del lavoro, ciò che farà la differenza saranno creatività e soft skills, con un focus sulla comunicazione digitale, sui dati e la tecnologia. Secondo la Gen Z cambierà anche il modo di imparare, attraverso video e corsi online. E no, l’AI secondo loro non sostituirà il lavoro degli esseri umani.

L’importanza del Benessere

Il futuro crea ansia, specialmente per una generazione che vedrà tutti gli effetti del cambiamento climatico e gli effetti sulla salute mentale legati all’essere costantemente connessi. Secondo la Gen Z sarà molto importante prendersi cura della propria salute: sarà molto più comune andare in terapia, i digital detox saranno all’ordine del giorno e anche le abitudini alimentari cambieranno, prediligendo diete senza carne e cibi biologici.

Identità fluide

Una generazione che dice basta alle etichette: su uno spettro mascolinità-femminilità il 41% degli intervistati della Gen Z si definisce neutrale e le etichette culturali o identitarie sono considerate un limite nelle relazioni e conversazioni interpersonali perché non ce ne sono abbastanza per identificarsi univocamente.

Attivismo: we’re on it!

Nell’era dell’attivismo dei giovanissimi con Greta Thunberg e Malala, le parole chiave saranno: consapevolezza, coinvolgimento politico e futuro sostenibile. Il 76% degli intervistati si considera un attivista e nei prossimi anni attivismo online e offline saranno due facce della stessa medaglia, usando i social media per dare voce ai problemi sociali e per generare un cambiamento.

foto di manifestazione di attivisti della generazione Z

La Gen Z ci dà speranza per il futuro!

Come bravi social media manager dobbiamo tener conto anche della Generazione Z, perché sono i consumatori di domani (e in gran parte sono già i consumatori di oggi) e dobbiamo imparare a conoscere quali valori sono importanti per loro, non solo per posizionare nuovi prodotti sul mercato, ma anche e soprattutto per capire come e dove parlare con loro.