MES, interesse composto, spread, deficit, OPA sono solo alcuni dei termini piuttosto tecnici di economia e finanza che un qualsiasi telegiornale normalmente impiega nei suoi servizi.

Sai cosa significano? Se la risposta è no, o se ne conosci solo alcuni, devo dirti che è piuttosto normale

Quand’ero piccola, ricordo che ascoltavo il TG e puntualmente, quando i giornalisti usavano questi paroloni e queste sigle – l’economia vive di acronimi – non capivo. E dicevo: «Sì, ma quando sarà grande capirò tutto!» Così, lì per lì a mia mamma. Ma anche lei non era molto ferrata sull’argomento, e così si chiedeva a Zio Google. Qualche anno dopo ho iniziato a studiare economia, e poco a poco sono diventata capace di assimilare tutti i paroloni e i servizi del telegiornale, tra le altre cose.

Tuttavia, ho scoperto che il non capire tutta una serie di termini economico-finanziari, è molto – permettetemi di dire, troppo – comune in Italia.

Gli italiani, i più financially illiterate tra i paesi del G7

Una indagine di Standard & Poor’s condotta nel 2015 sugli over 15 in centinaia di paesi del mondo ha mostrato che il 63% degli italiani non possiede le conoscenze finanziarie di base, che per intenderci riguardano la conoscenza del concetto di inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio. Nella fascia 15-35 anni la percentuale di financially literate è inferiore al 50%, con, per di più, un generale gender gap tra conoscenze dei ragazzi e delle ragazze. 

Giusto per dare una dimensione a questi numeri: negli USA  e in Germania questo dato è superiore al 60%.

Le conseguenze di questo analfabetismo economico, dovute anche all’impostazione attuale del sistema scolastico, possono essere anche molto gravi… ma non è il caso di disperare, per fortuna ci sono molti metodi per recuperare. Perfino metodi divertenti!

L’indagine di S&P che ho citato precedentemente datava 2015. Da allora, sono nati molti “tavoli di discussione” tra il Ministero per l’Economia e la Finanza e altre grandi istituzioni. Ne sono seguite iniziative come la World Investor Week e altre iniziative per le scuole. Ma dubito che le abbiate mai sentite nominare… neanche io ne ero a conoscenza. 

Insegnare l’economia nel 2020

Le istituzioni ci hanno provato, ma si sono affidate a metodi molto distanti da quelli congeniali ai millennials, la vera generazione cui il lavoro di educazione finanziaria deve essere mirato per portare poi frutti al Belpaese. Servivano nuovi linguaggi e nuove soluzioni

Nuovi linguaggi e nuove soluzioni che per fortuna, anche se non dallo Stato, sono arrivati!

L’economia su Instagram: @Imenjane

Al secolo Imen Boulahrajane, nel momento in cui scrivo 312.000 follower su Instagram. Laureata in Bicocca, ha 24 anni e parla di economia e politica internazionale sui social

Dopo essersi accorta del grande distacco che c’è tra mondo della formazione accademica e l’economia di tutti i giorni – ad esempio, ci si può laureare in economia senza sapere cos’è un 730 – capisce che poteva utilizzare il suo profilo Instagram per dar voce a quella che in fondo è la sua passione. Per farvi capire, quando era più piccola Imen non si perdeva neanche un discorso di Draghi: correva l’Anno Domini 2011, l’Italia rischiava il tracollo e Imen frequentava le superiori.

Il suo successo è probabilmente dovuto al fatto che Imen, con i suoi video in cui spiega i grandi temi della politica internazionale e dell’economia moderna, colma un vuoto: moltissimi ragazzi non guardano la televisione nè leggono il giornale.

Quindi, nuova routine consigliata al mattino: caffè e stories di @Imenjane, per stare sul pezzo di quel che accade nel mondo.

Gamification e Finanza con StartingFinance

Starting Finance è una startup nata da una community di ragazzi romani nel 2018 con uno scopo: rendere accessibile, tanto ai principianti quanto agli appassionati, il mondo dell’economia e della finanza. 

Con una redazione di più di 100 studenti universitari, Starting Finance produce una serie di contenuti informativi che sono pubblicati sul suo sito e sui suoi canali social. Non solo attualità, ma anche guide per capire i principali concetti di economia e finanza. 

Il prodotto più interessante e particolare, però, è un simulatore di borsa che replica fedelmente l’andamento del mercato. Questo simulatore, che sarà presto disponibile nell’app in fase di lancio,  permetterà di costruire portafogli virtuali, senza rischi reali. Ci sarà la Financial Challenge, un torneo tra utenti che premierà i portafogli di investimenti con un maggior ritorno. Insomma, con un approccio più leggero – quello del gioco – questi ragazzi permetteranno di imparare a investire in maniera oculata.

Se sogni di diventare il prossimo Wolf of Wall Street, una lettura ai contenuti creati da Starting Finance e una partita al simulatore (appena sarà disponibile) sono caldamente consigliati. 

Una mini serie su YouTube: Lei, io e il Lungo

Questa fiction affronta con toni leggeri un argomento che, in realtà, è tutt’altro che leggero: il risparmio. I due protagonisti sono guidati da un amico nella costruzione di un piano di risparmio ben costruito. Non è la Casa di Carta, non è Hollywood. Però, questi mini episodi da 3/4 minuti ciascuno potrebbero essere un buon primo investimento… cui mi auguro, ne seguiranno altri molto fortunati!

Un buon compromesso, quindi? Guardare un episodio per ingannare l’attesa dei mezzi pubblici quando torneremo ad aspettare tram e metro.