Cosa acquistano gli italiani in quarantena?

La catena di supermercati della Coop, dall’inizio della quarantena, ha iniziato a rilasciare i suoi dati di vendita. Al sito italiani.coop si possono consultare tutte le analisi di mercato che la società sta effettuando: dagli acquisti alle abitudini di vita in tempo di quarantena. Pronti a lasciarvi sorprendere dai dati della spesa ai tempi del coronavirus?

I periodi Coop: quando si compra?

L’analisi delle vendite è iniziata in concomitanza al lockdown indetto dal nostro amato Conte. Per ora, quindi, la Coop ha rilasciato tre indagini, che danno l’immagine di tre periodi.

  • Periodo uno: dal 24 febbraio all’8 marzo (le prime due settimane di quarantena).
  • Periodo due: dal 9 marzo al 15 marzo (la terza settimana di quarantena).
  • Periodo tre: dal 16 marzo al 29 marzo (la quarta e la quinta settimana).

Here we are, again

In un articolo precedente, avevo mostrato come la data vizualisation possa aiutarci a capire meglio, e in maniera più semplice, ciò che ci accade attorno. Inoltre, non nego che la DataViz possa essere davvero considerata un’arte se fatta bene, come questi esempi mostrano. Serviamocene ancora una volta per analizzare meglio la spesa ai tempi del coronavirus.

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📣 #dataninjachallenge COME POSSIAMO RACCONTARE L’EPIDEMIA SENZA I DATI SANITARI?⁣ ⁣ I numeri non calano. È molto difficile fare previsioni. A cosa serve continuare a fare esercizi “di stile” sui dati rilasciati giornalmente dalla Protezione Civile? Ne discutiamo quotidianamente sul nostro gruppo Facebook. E come giustamente ha commentato la nostra Alice Corona «fare data journalism non implica per forza rincorrere l’ultimo numero, fare simulazioni, parlare di contagi e morti incerti…ma denunciare una storia di massima rilevanza». ⁣ ⁣ Quindi, cambiamo prospettiva: trova una storia che si può raccontare con i dati ma SENZA usare gli indicatori sanitari (quindi NO: ricoveri, decessi, guariti, contagi, tamponi, ecc). ⁣ ⁣ Ci stai? Manda il tuo contributo con un post o un tweet e l’hashtag #dataninjachallenge. Il “migliore” accede a un corso gratis sulla Dataninja School. Tutte le info nel post in bio ✌🏻⁣ ⁣ [credits immagini, nell’ordine: @monachalabi – @nytimes – @statista.infographics – @nasa – @michellerial]

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There still isn’t national data on the racial disparities in COVID-19 but in the meantime, we have numbers from some parts of the country. There are lots of reasons why black people face a higher fatality rate from this disease, but here are some of them: * a higher likelihood of exposure to COVID-19 (black people are more likely to work in service jobs or jobs without sick pay, so physical distancing often just isn’t an option) * pre-existing health conditions (black people are more likely to have asthma and diabetes which weaken the immune system – those conditions are linked to a person’s environment, see my previous illustrations on racial disparities in air pollution and access to fresh, affordable food) * racism within the healthcare system that means that black people receive poorer quality care when they do get sick

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Dataviz e Spesa ai tempi del coronavirus

Quali sono i prodotti maggiormente acquistati dagli italiani in queste cinque settimane? I dati si riferiscono alla variazione di vendita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

I prodotti che fanno parte del Kit anti-Coronavirus (quali, amuchina ogni genere di disinfettanti e alcool) sono un’hype e in costante crescita nelle cinque settimane. Non stupisce, vero?

Iniziano la quarantena in calo, per poi riprendersi, gli alcolici (birre, vino e aperitivi). La monotonia e la noia, dopo le prime settimane, hanno evidentemente iniziato a prendere piede. Dunque tra torte e pizze, gli italiano hanno capito che è meglio berci su per dimenticare.

Ma vediamo i tre periodo nel dettaglio.

L’inizio della quarantena e la corsa ai ripari

Le prime due settimane di lockdown hanno mandato in delirio gli italiani, che sono corsi immediatamente a fare approvvigionamenti per l’emergenza, a mo’ di Black Friday negli States.

Infatti, oltre a rifornire il kit anti-covid, gli italiani hanno fatto scorte di prodotti in scatola, quelli veloci da cucinare. Finalmente lo studente universitario fuori sede non si deve più vergognare delle scatolette di tonno, di fagioli e dei mille vasetti di conserve di pomodoro. Non è più da solo.

Chi cala, invece? Visto il divieto di movimento, i prodotti di viaggio subiscono un calo rispetto all’anno scorso (-26%). Se questo è abbastanza evidente, lo sono meno i cali delle merendine, creme spalmabili, vini, birre e alcolici in generale. O forse no, probabilmente essendo le prime due settimane di quarantena, in cui il panico è stato il sentimento principale, l’idea di “relax e party” non era ancora nelle nostre menti. Insomma, nelle prime due settimane, siamo stati piuttosto ligi.

La spesa ai tempi del coronavirus: Nutella is my life

Dopo il calo delle prime due settimane, le creme spalmabili (tipo Nutella e simili) ritornano in voga. Inizia forse ad instaurarsi l’idea che vede l’#IoRestoaCasa come periodo di vacanza, ferie per i molti che non praticano lo smartwork (uno sport tanto amato e caro a noi del Funnel). Tanto c’è ancora tempo per la prova costume e molti iniziano ad ironizzare sul fatto che si inizia a mangiare molto di più rispetto alla normalità.

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Estate 2020 after the quarantena

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Anche i dati della Coop mostrano un aumento dei succhi di frutta, delle merendine, creme spalmabili, zucchero e la farina e il lievito di birra continuano ad aumentare. Presagi per le prossime settimane?

Diminuiscono i prodotti take-away, il cibo da rosticceria e il cibo già pronto e imballato. Ci stiamo per caso dando tutti alla cucina? Sicuramente io ho riscoperto un lato da Chef, che morirà non appena la quarantena finirà.

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Pizzaioli e pasticceri: Fase 2 della quarantena

Qual è il nuovo mood degli italiani nella quarta e quinta settimana? Pizza a gogo, come se non ci fosse un domani.

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La farina, la mozzarella, le uova e il lievito di birra hanno avuto un boom. Sicuramente l’avrete notato nel vostro feed di IG e se dite di no, state mentendo. Le bacheche di tutti erano intasati da video, timelapse e foto di P.I.Z.Z.E. Alcuni, i più dolci, hanno dato vita a torte d’ogni genere, chi si è limitato alla basic torta al cioccolato (tanto chi ci va al mare quest’estate?!), e chi ha dato vita a creazioni astratte, pura arte moderna, a 50 piani, 100 strati diversi, con creme e decorazioni di ogni genere. Name it, I did it!

Il kit anti-covid rimane sempre nei carrelli negli italiani, anche vista la carenza e la difficoltà nel trovare guanti, amuchina etc. Quindi, chi trova qualcosa mi faccia un fischio, please.

Gli alcolici continuano la loro rimonta. D’altronde si sa che per sopperire alla noia e monotonia delle giornate, un cicchetto è la migliore cura contro il covid.

What’s next?

Cosa succederà nelle prossime settimane? Aspetteremo con ansia i nuovi dati della Coop, o almeno io lo farò.

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Oltre a farvi vedere quanto la data vizualisation possa essere un’arte fighissima, è interessante capire come le abitudini degli italiani cambino in un periodo del genere. Ma soprattutto, i dati della Coop rispondono alla mia domanda “Perché non la/o trovo?” ogni volta che vado a fare la spesa con il bigliettino della lista e mi ritrovo con lo scafale vuoto e le mani vuote.

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Questa settimana per me è introvabile l’Ichnusa, e voi, cosa volete ma non trovate?