Con una settimanina di anticipo, per allietare la quarantena forzata nel Belpaese, Disney+ ha esordito in Italia il 24 marzo. 

Il servizio di abbonamento in streaming propone un catalogo di più di 1.000 contenuti tra Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic, con la possibilità di scaricarli anche offline e di accedere da fino a 10 dispositivi per account e con addirittura 4 devices contemporaneamente. Tutto questo per 6,99€ al mese (o un’unica tranche annuale da 69,99€). 

Rispetto al servizio di abbonamento più popolare, Netflix, i Disney’s studios hanno puntato molto sull’offrire dal Day One una vasta, vastissima offerta di contenuti: più di 7000 episodi TV e più di 500 film, disponibili da subito. Non solo, ma questo servizio si differenzia anche per una specifica – e coraggiosa – scelta di target, con un’offerta destinata ad essere apprezzata da tutta la famiglia

Visto che il futuro dell’intrattenimento è lo streaming e la formula dell’abbonamento flat, un’occhiata così fugace alla proposta di Dinsey+ e a quella di Netflix non basta a darci indizi su chi avrà la meglio. Dobbiamo scavare più a fondo. Se volete scoprire se Topolino riuscirà a battere il gigante di Los Gatos… seguitemi!

Content is king… non solo sui social!

Può essere banale, ma un primo confronto si gioca sul tema dei contenuti. Netflix e le sue produzioni originali incantano dal 2013, cioè più o meno da quando Kevin Spacey e la sua House of Cards hanno tenuto col fiato sospeso milioni di spettatori. Già nel 2016 Netflix deteneva il record di maggior produzioni originali realizzate dai network e dai canali via cavo. La strategia oggi sembra essere quella di proseguire sui contenuti originali, da ultimi Summertime e Freud

Dapprincipio anche Disney+ ha puntato sulle nuove produzioni originali, come ad esempio The Mandalorian (se non l’hai ancora sentito, comunque, sicuramente conosci uno dei personaggi più amati: Baby Yoda). Ma ai numerosi lanci avvenuti ad apertura della piattaforma non ne hanno fatto seguito altri. Non che manchi la qualità: dalle saghe degli Avengers alla magia di Frozen, senza dimenticare i classici come Fantasia o Cenerentola, i contenuti di high level ci sono. Ma quella che scarseggia è la novità. 

Sì, sono d’accordo con te… è probabilmente l’essere più tenero dell’Universo Disney

Infatti, i contenuti su cui scommette Disney + possono essere ricondotti a cinque cluster popolari: Star Wars, Marvel, Pixar, Disney Live Action’s remake (come Mowgli e il Libro della Giungla) e i film animati (ad esempio Frozen 2).

Netflix, dal canto suo, gioca moltissimo sul creare hype e attesa per le nuove uscite. Disney+, invece, si trova in qualche modo costretto a giocare sull’usato sicuro. Per un pubblico sempre più onnivoro (anche a livelli di dieta mediale) e in cerca di freschezza… non proprio il massimo.

Aggressive Pricing: Topolino mostra i denti

Non possiamo non soffermarci, almeno un attimo, sul prezzo di abbonamento per cotanta vastità d’offerta. 

Partiamo dal first mover, Netflix, che propone tre diversi livelli di abbonamento in base ai dispositivi connessi e alla qualità di stream:

  • piano base: 7,99€/mese (1 dispositivo, schermo SD)
  • piano standard: 11,99€/mese (2 dispositivi per volta, schermo HD)
  • piano premium: 15,99€/mese (4 dispositivi in contemporanea, schermi HD/UHD).

Disney+, invece, offre un solo piano di abbonamento su base mensile, al prezzo di 6,99€/mese, con fino a 4 devices collegati nello stesso momento. 

La distinzione è abbastanza netta: Disney+ punta molto sulla leva del pricing, con una politica di prezzo aggressivo, pari a meno del piano base di Netflix e con maggiori possibilità di connessione. 

Se da una parte Netflix può giustificare il prezzo più elevato con un maggior numero di produzioni originali, anche l’offerta di Disney+ ha un suo appeal, e per di più piace a tutta la famiglia.

Disney, nonostante una richiesta di sacrificio economico minore ai suoi end users, continua ad investire nei servizi streaming (tra i quali figura anche ESPN plus), facendo registrare perdite per 689 milioni di dollari nell’ultimo quarter. Alla fine, sarà premiata da questo profondo rosso?

Once upon a time

Netflix noleggiava i VHS e i DVD. Infatti, quello che non tutti sanno, è che nonostante la sua popolarità sia in realtà recente, almeno in Italia, Netflix ha già spento ventitré candeline.

É interessante, per portare avanti questo benchmarking, vedere come le due compagnie siano arrivate allo streaming di contenuti online.

Solo dopo aver spedito il miliardesimo DVD negli Stati Uniti a febbraio 2007, Netflix decide di abbracciare il cambiamento e, con una scelta coraggiosa per l’epoca, affianca al noleggio di film una piattaforma per lo streaming video con la stessa modalità. Da lì, la svolta per il successo. Nel mentre, però, c’è stata anche una proposta di acquisizione rivolta a Blockbuster, che di li a poco sarebbe poi fallita. Reed Hastings, il suo fondatore, ha saputo avere pazienza e ha riconosciuto il momento adatto per riadattare il suo business model

Disney non ha bisogno di grandi presentazioni. Compagna d’infanzia di molti di quelli che, come me, sono nati (al pelo) alla fine dello scorso secolo, s’è trovata come molti alti player dell’industria cinematografica a dover di colpo far fronte all’irruente crescita dello streaming. E forse con anche un po’ di ritardo, ha deciso di debuttare anche in questo nuovo mercato. 

Se c’è una cosa di cui deve far tesoro l’azienda che ha dato i natali a tante principesse, è che bisogna saper aspettare. Soprattutto quando non si gioca sul proprio terreno. 

Tiriamo le somme: numeri alla mano …

Netflix deve preoccuparsi? In Italia il servizio di Disney+ è attivo da molto poco, ma negli USA ha debuttato già a novembre. Uno studio condotto recentemente da Piplsay sul pubblico americano riporta che il 37% degli intervistati ha sottoscritto un abbonamento per Disney+, ma soprattutto, che il 36% si è disiscritto da un altro abbonamento per iscriversi al nuovo servizio streaming. E, last but not least, il 49% del campione si è trovato altrettanto bene che su Netflix

Sono solo alcuni numeri sul mercato USA, ma se consideriamo che Disney ha molti mezzi da investire e vanta una libreria di contenuti decisamente massiccia… fossi nei panni di Hastings, founder e CEO di Netflix, forse inizierei a guardare con più attenzione cosa combina l’apprendista stregone Topolino: un incantesimo ben fatto potrebbe addirittura farlo decadere dal trono dello streaming digitale.