Coronavirus, Covid, Virus, Pandemia” e repeat. Quanti non ne possono più di sentire queste parole? Io ormai sono abbonata al club “Il pigiama? Uno stile di vita“.

Come avevo già scritto in un altro articolo (qui) avevo dimostrato come il Coronavirus abbia una sua certa bellezza, spostando Rai News da una parte e l’amico ipocondriaco dall’altra, si riesce a scovare anche qualcosa di simpatico. Poi, altro è se vi state annoiando in quarantena. MALE. Vuol dire che non avete letto il nostro articolo sulle challenge e cose belle da fare a casa.

Oggi vi regaliamo un altro modo per distrarvi dalla monotonia della routine da quarantena. Non aspettavate altro, vero?
Per gli attenti lettori, avrete certamente capito che oltre i meme, un’altra mia fissa è la Data Visualisation. Diciamola tutta, il Covid-19 dà sfogo a davvera tanta creatività.

#coronapocalypse: l’hashtag alternativo

Il 13 marzo, #coronavirus ha lasciato il suo posto ad un altro trending hashtag: #coronapocalypse. Oltre agli scenari apocalittici che si sono materializzati nella mia mente della serie “Apocalypse now“, si è concretizzata anche l’idea per un’analisi in salsa Fuori dal Funnel.

La domanda portante è stata: Sono l’unica ad avere in mente scenari apocalittici?

Bazzicando un po’ per Twitter mi sono resa conto che era un hashtag che raccoglieva tweet di tutte le lingue: dall’inglese, al francese, italiano, arabo, cinese e chi più ne ha ne metta. Perché porsi limiti?

Interattivo è bello e divertente

Qua inizia il mio divertimento e il vostro intrattenimento per qualche minuto (o magari entrate in loop e quindi si parla poi di qualche ora).

Il primo giochino si compone di due parti simili tra di loro.

PART I: il gioco degli hashtags

La mappa dei network è interattiva, potete toccare i vari pallini, spostare le parole, selezionare una delle quattro categorie e poi volendo potete anche scaricare i dati.

Ma spieghiamo anche quanto si vede. Il 13 marzo ho scaricato all’incirca 70 mila tweets contenenti l’hashtag #coronapocalypse. Per analizzare il contenuto dei tweets un primo approccio è vedere con quali altri hashtags compare. Ed ecco qui il risultato.
Ho scelto i pimi 50 hashtags e successivamente li ho incasellati in 4 categorie:
1. Tipi di nomi del Coronavirus.
2. Ironic #.
3. Frame emergenziale (Houston, abbiamo un problema!)
4. Trump, it’s FRIDAY!

Ma vediamo subito due esempi (i più simpatici che ho visto, let’s say)

Coronavirus, Chill and Pray

https://platform.twitter.com/widgets.js

Scelte complicate in periodo di dura carestia

https://platform.twitter.com/widgets.js

#PanicBuying: Amici, siamo tutti molto calmi. Va tutto bene!

https://platform.twitter.com/widgets.js

PART II: il gioco della patata bollente

Come nella prima parte anche qui abbiamo una bella mappa network, ma con una differenza. Diamo un’occhiata più da vicino.

Gli utenti più menzionati nei tweets in analisi. Notate qualcosa di strano?
Ritroviamo le quattro categorie:
1. Politici (nulla di nuovo, no? Alla fine a chi ci rivolgiamo in casi di emergenza?)
2. Giornalisti (“Che se ne parli bene o male, l’importante che se ne parli”, cit. Covid-19).
3. Istituzioni, come la Word Health Organisation.
4. RULLO DI TAMBURI


4. i supermercati ed in particolar modo due: Walmart e Target.

https://platform.twitter.com/widgets.js

https://platform.twitter.com/widgets.js

Comunque, con chi è maggiormente menzionato @realdonaldtrump? Divertitevi a scoprire i diversi legami, ricordatevi che più una linea è spessa e maggiore è la frequenza con cui due users sono menzionati assieme.

PART III: Giochi di parole

Dunque, abbiamo parlato di hashtags, di mentions e ora cosa manca?
Beh la cosa più basic: le parole.

Qua se avete un po’ di fantasie vi potete davvero divertire un po’ e svagarvi tra “toilet”, “paper”, “hands”, “shit”, “pandemia” e chi più ne ha ne metta.

Ma non è finita qui, per farvi capire dove sto parando vi mostro anche questa simpatica Wordcloud:

Quindi? Avete capito?

https://platform.twitter.com/widgets.js

Ebbene, sembrerebbe che la tematica principale nella twittersfera di #coronapocalypse sia un grande problema, che ha colpito gli States e ha occupato le prime pagine di molti tabloid: la razzia di TOILET PAPERS.

Vista l’emergenza fortemente sentita dagli americani, nel caso qualcuno di voi dopo questo articolo abbia sentito la necessità di andare in bagno e contare quanti rotoli avete ancora nell’armadietto, vi consiglio questo sito. Ditemi quanti rotoli avete e vi dirò quanto sopravviverete, perché ragazzi cari siamo nell’anno del #coronapocalypse (O Corona Time se siete su Spotify!).

La conclusione a tutto ciò? Avete occupato ben tre minuti della vostra noiosa giornata di quarantena.