Non esiste solo Netflix: nascono piattaforme di streaming come funghi. Abbiamo visto nascere Disney+ che raccoglie tutti i marchi acquisiti come Marvel e Lucas Film di Star Wars, HBO Max con tutte le serie pazzesche che produce come Game of Thrones, Westworld e Watchmen, e persino AppleTV+.

È guerra tra le piattaforme di streaming

La concorrenza a questi livelli è molto costosa. Ci sono costi legati alla tecnologia, customer service, al servizio, e sopratutto costi legati alla produzione di contenuti, necessariamente sempre più di alta qualità. Per la produzione di serie tv e film più appetibili per il pubblico rispetto a quelli delle altre piattaforme vengono spesi un botto di soldi: Netflix ha un debito di più di 12 miliardi di dollari.

Disney ha dichiarato che inizierà a trarre profitto da Disney+ nel 2023, mentre WarnerMedia con la sua HBO Max soltanto nel 2025.

Il problema è che il Video On Demand è un business model che non funziona.

Quello che accomuna i nuovi soggetti del Video On Demand (VOD) è che provengono dal settore della televisione via cavo o satellitare e quindi sono abituati ad avere una doppia entrata per sostenersi economicamente: gli abbonamenti e le pubblicità. A loro non conviene abbandonare la vendita degli spazi pubblicitari.

Vogliamo un intrattenimento ad-free!

I consumatori di oggi farebbero di tutto per evitare gli annunci pubblicitari, usando gli AdBlock o iscrivendosi a piattaforme VOD senza pubblicità, come Netflix.

Tutti ci aspettiamo una pausa pubblicitaria dalle tradizionali trasmissioni broadcast televisive, ma oggi le nuove piattaforme VOD stanno cercando un modo per vendere pubblicità ed inserirla nell’esperienza di streaming. C’è chi prova a inserire immagini statiche o video durante le pause oppure chi crea degli annunci che non interrompono lo show.

Le tipologie di annunci che potremmo trovare sulle piattaforme in futuro

  • NBC ha da poco introdotto l’annuncio ShoppableTV, che permette anche in televisione di essere rimandati al sito del produttore attraverso un QR code scannerizzabile
  • Il mondo del product placement sta cambiando radicalmente grazie all’utilizzo dell’AI e e del machine learning, un po’ come nel video di Mirriad qui sotto:
  • Forse la tipologia più interessante sono le partnership vere e proprie trai i brand e le piattaforme di streaming che producono i contenuti, come Coca-Cola insieme a Stranger Things, la serie prodotta da Netflix
  • Oppure le piattaforme di streaming potrebbero farsi pagare per permettere ai brand di utilizzare la propria immagine nelle pubblicità, come per Baskin-Robbins che produce gelati negli USA, che ha creato una linea di gusti ispirati a Stranger Things

Voi che ne pensate? Paghereste per un servizio di streaming che comunque vi fa vedere annunci e pubblicità? Vediamo cosa accadrà nel 2020!

L’articolo è scritto con i dati e le informazioni del post di Fast Company “The major battle of the 2020 streaming wars will be over ads” del 2 gennaio 2020.