Non potevo esonerarmi dal commentare la notizia delle ultime due settimane: Salvini si è fatto Tik Tok. Dunque, eccomi qui per ragionarci un po’ sopra senza urlare subito all’indecenza.

Tik Tok e il boom tra i giovanissimi

Tik Tok, il social cinese lanciato nel settembre del 2016, che attira una fascia di popolazione, tendenzialmente esclusa o che non trova più il suo spazio nelle altre sfere social. Ormai è risaputo che chi alloggia in Facebook sono i cinquantenni o poco giù. Twitter è il social “difficile” abitato dai giornalisti, politici e quei fantomatici “political junker”. Reddit, per lo meno in Italia, non ha ricevuto un granché di appeal, se non tra i gamers. Instagram è governata da aziende ed influencers. 

Dunque, se hai tra i 13 e 18 anni, non sei un fanatico di politica o non hai feticismi particolari (che siano i videogames, i manga o la collezione delle figurine dei politici del ’72) dove diventi “digital”? Dove puoi costruire la tua identità “fittizia” dell’online? Proprio su Tik Tok, che permette ai suoi utenti di fare un video di 15 secondi accompagnato da una canzone. Nella prima metà del 2018 l’app ha guadagnato il primato come la più scaricata. La differenza dagli altri social è l’età minima per registrarsi, ossia 13 anni.

Salvini entra su Tik Tok e non solo

È notizia dell’ultima settimana l’iscrizione di Matteo Salvini su Tik Tok. Tra chi ne decanta il fallimento e chi inneggia alla genialità di Luca Morisi (lo spin doctor del senatore), ma cerchiamo di capire il perché di tale strategia. 

Piccolo fun factda inserire in questa vicenda: proposta di abbassare a 16 anni l’età di voto. Questa misura coinvolgerebbe una fetta di nuovo elettorato e tradotto in politichese: caccia ai voti! 

Considerato quanto appena detto e quanto spiegato nelle prime righe di questo articolo, ben evidente è la motivazione sottostante allo sbarco di Salvini su Tik Tok

Il senatore non ha mai mostrato disprezzo verso i social, dove anzi fa grandi numeri che siano post su Facebook o dirette su Instagram. Dunque era solo questione di tempo prima di vederlo entrare anche su altri social frequentati dai più giovani (elettorato più reticente al voto e tendenzialmente meno interessato alla politica). A tal proposito, da qualche giorno, Morisi ha comunicato sul suo profilo Facebook la creazione del filtro Instagram “Salvini Premier” (avevamo già parlato di filtri in un altro nostro articolo). 

Per spiegare questo fenomeno possiamo utilizzare due concetti ben noti alle scienze politiche: leader narcisolife style politics.

Il leader narciso

Studiosi hanno individuato una serie di caratteristiche che ci portano a definire un leader (N.B. non un mero politico) narciso, caratteristica che se ben calibrata può portarlo al successo elettorale. Alla base del suo essere vi è un senso di inferiorità sotteso alla personalità narcisistica riequilibrato dall’essere al centro di un plot grandioso.

Per meglio capire questo «plot grandioso» vediamone un esempio pratico. In tal senso, possiamo pensare alla retorica della sicurezza che Salvini ci ha proposto fino ad ora, ossia quella del Capitano e del padre di famiglia premuroso che si preoccupa per i propri figli. Poi, il leader narciso è caratterizzato da un sentimento di essere investito di una grande missione dovuto anche da una sopravvalutazione di sé stessi. La frase celebre salviniana che può riassumere questo concetto è “Il popolo italiano mi ha votato”.

Ed infine, il cluedel narcisismo e che non necessita di ulteriori spiegazioni è l’identificazione tra il sé e il bene e un loro esterno e il male. 

Questa è una breve definizione del leader narciso, che come abbiamo visto ben si accompagna con la figura di Salvini ne e spiega alcuni tratti digitali. 

Life style politics

Un nuovo modo di fare politica? Non proprio, gli americani e i francesi sono arrivati prima di noi e Salvini non ha inventato nulla neppure in Italia (ad esempio Berlusconi o Renzi sono stati per ceti versi i veri esportatori). 

La personalizzazione di politica è intesa come la sostituzione del messaggio di carattere ideologico proprio della propaganda di partito con l’immagine del leader trasmessa dai media e in particolare dalla televisione. Di conseguenza, quando parliamo di life style politics intendiamo quel fenomeno in cui vi sono alcune caratteristiche:

  1. La propensione dei politici a presentarsi come personaggi. L’intento è di disvelare aspetti della loro vita privata e della loro personalità, ad esempio Salvini che va al Papeete, oppure che si mangia una brioche al bar. 
  2. La presentazione della propria vita e della propria azione secondo i canoni della fiction, basata sui gossip della vita intima, privata. Il caso eclatante in questo senso è stata la rottura (e di conseguenza la narrazione che ne è stata fatta) della rottura tra Salvini e la Isoardi.
  3. L’interesse dei media popolari per i personaggi politici, trattati alla stregua di star come la costante presenza di Salvini su Canale Cinque, come ospita di Barbara D’Urso.

In conclusione, avete capito perché Salvini è su Tik Tok?