Hai creato la strategia di comunicazione? Bene, adesso bisogna concretizzarla nel piano editoriale!

Non basta infatti creare contenuti senza pensare agli obiettivi e a chi sono rivolti. Vediamo più nello specifico di che cosa si tratta partendo dalla definizione.

“Che cos’è un piano editoriale?”

Il piano editoriale è la linea guida che si crea per declinare la comunicazione sui social in un certo modo. Assumerà quindi le forme di un diario personale in cui si delinea cosa, quando e come pubblicare online, per raggiungere l’obiettivo di business.

“Un piano editoriale è un insieme di azioni strategiche, che puntano al raggiungimento di un determinato target

di un certo obiettivo, quantitativamente e qualitativamente misurabile.”

Al di là della definizione da manuale, un piano editoriale deve essere costituito da due elementi fondamentali: i razionali e il calendario editoriale.

Da dove partire? Che si tratti di una tabella excel o Trello, la parola d’ordine è ORGANIZZAZIONE. Stabilisci fin da subito quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere e datti una deadline. Parti da una serie di micro-obiettivi fino ad arrivare ai macro-obiettivi. I macro spesso sono a lungo termine, esempio 12 mesi, e sono il risultato di una serie di micro-obiettivi a breve termine. Solitamente ogni trimestre si raccolgono i dati e si analizzano, per stabilire come procedere con la nuova strategia.

A questo link potete trovare il template di un piano editoriale: copiatelo e usatelo se vi piace!

Chi raggiungere?

Analizza il tuo brand: studia chi sei e cosa hai da comunicare, ma ricordati del target di riferimento. Il successo di un piano editoriale dipende dalla corretta individuazione dei razionali, ovvero le tematiche di cui si andrà a parlare nei post. Un razionale deve raccontare un aspetto specifico della nostra attività. Di conseguenza evitate tutti gli argomenti o troppo generici o non specifici per il lavoro che state facendo. Una menzione va fatta anche al Tone of Voice: pensate a chi volete raggiungere, immaginatelo al di là dello schermo. Utilizzare un vocabolario in target per raggiungere almeno uno dei micro-obiettivi: catturare l’attenzione.

Ok, ma nella pratica? Prendiamo una PMI, in questo caso, un’azienda artigiana che produce cosmetici. Bisognerà parlare della produzione, mostrare nel dettaglio la qualità del processo produttivo, l’attenzione ai particolari e l’artigianalità. I razionali aiutano a posizionare il brand.

Da non dimenticare anche l’occasione d’uso: far vedere come la maschera per il viso leva le impurità o quando è meglio usare la crema per il viso. I razionali di questo tipo avvicinano il prodotto alla percezione dell’utente.

Un caso che va bene per tutte le aziende è quello che definiremo come evergreen: racconta la storia di quell’azienda per renderla autentica e umanizzare il rapporto con essa.