Sappiatelo: noi giovani ci vogliamo impegnare. A qualcuno sembrerà strano, ma siamo consapevoli del fatto che ci vuole interesse e motivazione per poter costruire il futuro del quale faremo parte. Questo impegno io lo vedo tutti i giorni nei ragazzi che hanno voglia di fare e che, soprattutto, credono in ciò che fanno.

Lo Youth Speak Forum è una dimostrazione di queste intenzioni e ora condividerò con voi ciò che ho imparato partecipandovi:

1. Pensa al futuro

Come ti vedi nel 2030? Quali sono i tuoi sogni, le tue aspirazioni e con quanto impegno cercherai di raggiungere i tuoi obiettivi giorno dopo giorno?

C’è chi pone a sé stesso queste domande quotidianamente, e c’è chi lo fa anche all’interno di un ambiente di condivisione e apertura, affrontando le proprie sfide personali ma soprattutto cercando di capire che cosa può fare da oggi per il futuro di tutti.

Tra loro, anche i ragazzi e le ragazze di AIESEC, associazione internazionale interamente gestita da giovani tra i 18 e i 30 anni, della quale avevamo già parlato sul nostro blog.

2. Non aspettare domani per iniziare ad impegnarti

Da queste considerazioni e dall’impegno di AIESEC nasce lo Youth Speak Forum, un appuntamento a livello nazionale che si svolge ogni anno in una città diversa. Quest’anno è stata Torino ad ospitare l’evento, che è stato inserito all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Alla sua quarta edizione, lo Youth Speak Forum è stato per la prima volta suddiviso in due giornate, martedì 4 e mercoledì 5 giugno.

Partendo dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che l’ONU si propone di raggiungere entro il 2030, gli incontri si sono articolati in diversi momenti di ascolto, confronto e partecipazione.

3. Parti dalle basi

Il protagonista della prima giornata di lavori è stato l’obiettivo numero 4: istruzione di qualità. Nella nuovissima sede Lavazza, la Nuvola, si sono avvicendate diverse figure che hanno portato la propria esperienza settoriale riguardo all’educazione, non solamente intesa come quella scolastica, ma anche e soprattutto come quella volta alle azioni quotidiane di sostenibilità che ognuno di noi può compiere ogni giorno. Così, gli ospiti hanno parlato di riciclo, consapevolezza, engagement e cultura.

4. Dedicati alla giusta comunicazione

Noi di Fuori Dal Funnel siamo nati e ci concentriamo da sempre sulla comunicazione. Ma non è facile capire quale sia il modo giusto di comunicare.

Per esempio, Alberto Contri, Presidente di Pubblicità Progresso, la Fondazione che per eccellenza in Italia si occupa di comunicazione sociale, dice che per i messaggi di cui la fondazione si occupa, le campagne di sensibilizzazione passano e vanno, mentre le call to action sono molto più efficaci.

Emanuele Russo, Presidente di Amnesty International Italia, ci porta invece due esempi di comunicazione “vecchio stile” che però si dimostrano attualissimi ancora oggi. Il primo è quello del balcone come mezzo di comunicazione, e qui per citare un esempio portato avanti proprio da Amnesty, possiamo ricordare gli striscioni gialli che ancora oggi chiedono “Verità per Giulio Regeni”; il secondo, invece, è quello dei cartelloni portati in piazza, scritti a mano,  ed esibiti durante i Friday for future, ispirati al fenomeno Greta Thunberg.

5. Sii concreto

La giornata di mercoledì 5 giugno al Campus Luigi Einaudi, invece, ha ruotato attorno all’obiettivo numero 10: ridurre le disuguaglianze.

Tanti gli interventi e i panel di discussione nella mattinata, invece il pomeriggio è stato dedicato ad un momento di workshop. I partecipanti, dividendosi per aree e associazioni di intervento, hanno potuto mettersi in gioco, cercando di applicarsi con un approccio concreto rispetto ai problemi che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbero risolvere.

Che fare ora? Ora che i problemi sono stati inquadrati, le soluzioni iniziano a prendere forma, le persone stanno diventando consapevoli?

Non fermiamoci. Non avrebbe senso. Del resto, ormai siamo a metà strada.