Alice Zorzan ha 222 anni, studia, coglie l’essenziale di quello che la circonda, disegna cosette e le pubblica su Instagram. Noi del Funnel la seguiamo da un pezzo, apprezziamo molto i suoi colori, le parole che riesce a mettere attorno ogni illustrazione e, beh, ovviamente il suo uso di Instagram per farsi conoscere. Ora mettetevi comodi, la parola passa ad Alice!

Ciao Alice, benvenuta nel Funnel! Per cominciare, dicci chi è Alice Zorzan raccontandoti con un hashtag.

Okay, allora.. Partendo dal presupposto che non sono brava a descrivermi, un po’ per paura di sfociare nella presunzione e un po’ perché penso che la definizione migliore – nonché più sincera – di noi stessi sia quella data dagli altri, utilizzerò le parole di una mia vecchia professoressa delle superiori: “Alice, la ragazza caustica”. Sì esatto, come la soda caustica, che corrode al tatto. Quando mi è stato detto non sapevo bene se prenderlo come un complimento, ma alla fine mi è stato chiarito il significato, ovvero che era un modo come un altro per dire che nel rispondere ero sempre molto pungente. Da quel momento ho apprezzato la definizione, poiché credo mi descriva appieno. Tenendo conto di queste parole, unito al modo in cui mi chiamano i miei parenti, credo che i miei hashtag descrittivi si aggirino tra #caustica e #cinica.

Ora la domanda di rito per i nostri lettori più vicini al tuo mondo: quando hai cominciato a disegnare e perché questa esigenza?

Beh ho iniziato a disegnare sin da piccola, mi è sempre piaciuto. Ricordo che i pomeriggi passati a casa di mia nonna o al dopo-scuola erano indice assicurato di ore di disegno, cercando di provare quanti più pennarelli possibili. Diciamo però che in quel caso era più un modo per passare il tempo. La vera primissima esigenza volontaria l’ho avuta intorno ai sei anni, quando volevo a tutti i costi imparare a disegnare Topolino e Paperino, finendo poi col tappezzare casa di figure della Disney in formato A2.

Da quel momento ho sempre dato molta importanza alle discipline artistiche, arrivando infine a maturare il pensiero che dovessero essere parte integrante del mio percorso di studi. Per questo motivo ho scelto poi di frequentare il liceo artistico (facendo piangere quei prof che volevano mandarmi al classico o allo scientifico), iscrivendomi successivamente all’Accademia di Belle Arti, che sto ancora frequentando. Ad ogni modo, l’esigenza che mi ha spinto a creare Lecosette in particolare, come il più banale dei cliché, è stata causata da tristezza/stress e bisogno di rinnovare la mia vita. Ho deciso di riversare i miei pensieri su carta, dai più profondi ai più semplici e quotidiani, attraverso l’utilizzo di un mio alter ego fumettizzato.

illustrazione alice 2

Qual è invece il tuo rapporto con i social network?

Una volta ne ero molto più dipendente, tanto da preoccuparmi del tempo che passava tra un post e l’altro. Da un anno a questa parte però mi sono data una calmata e, sia che si tratti del mio profilo privato, sia di quello dei disegni, quando carico una foto o un video lo faccio perché il più delle volte ho qualcosa da dire, e non tanto per. Inoltre, al contrario di un tempo, credo di essermi creata una vita molto più interessante al di fuori della vita online, e questo non può che rendermi felice, sia perché do più spazio alle cose reali che mi circondano, sia perché mi vivo meglio anche il fatto di disegnare (che non si trasforma in obbligo ma rimane un piacere).

Per quanto riguarda la pagina, una volta pubblicavo i miei disegni esclusivamente su Facebook e non avevo alcuna intenzione di creare un account Instagram. Volevo tenerli per me e mostrarli solo a quelle persone che mi conoscevano e sapevo non mi avrebbero giudicato. Inoltre era puramente uno sfogo, iniziato per scherzo, non li facevo per mostrarli agli altri, ma per me. Successivamente però, amici e parenti mi hanno convinto ad aprire il profilo e da lì è partita.

Il nome utente che hai scelto su Instagram ha un significato particolare? Hai un profilo preferito che segui e che suggeriresti a chiunque?

Il nome nasce anch’esso da quando pubblicavo i disegni su Facebook, li avevo raccolti in un album chiamato “Cosette, perché non sapevo come altro descriverli, e siccome erano già riconosciuti con questo appellativo, ho semplicemente completato con l’articolo iniziale.

Per quanto riguarda un profilo preferito non saprei rispondere, però ultimamente seguo un po’ di illustratori abbastanza affermati in Italia come Wallie, Gioquasirosso, il Baffo, e di recente ZUZU, e credo siano tutti un buon punto di partenza e di ispirazione per quelle persone che vogliono approcciarsi al mondo dei fumetti e dei graphic novel.

riga instagram @lecosette

Come mai hai deciso di promuoverti principalmente su Instagram? Usi qualche strategia particolare o segui uno schema preciso nella pubblicazione dei tuoi contenuti?

Due anni fa mi sono convinta ad aprire un profilo Instagram semplicemente perché in quel momento era uno dei social migliori per farsi conoscere, soprattutto se i propri contenuti erano immagini o brevi video. Attualmente credo sia pure salito di posizione sul podio delle piattaforme online, perciò credo che continuerò ad utilizzarlo finché qualche hacker non lo cancellerà per fare un dispetto al mondo.

Strategie no, non ne uso, sono pessima in questo campo. So che esistono degli orari particolari, dei giorni precisi, in cui è consigliato pubblicare i post per avere più visualizzazioni… ma sinceramente il mio schema di pubblicazione rimane “pubblico quando ho voglia”, anche se ciò significa pubblicare un disegno alle due di notte che viene visto da cento persone. E il motivo è molto semplice: per fortuna riesco ancora a vedere la pagina come una cosa mia, i disegni li faccio per me, quindi se qualcuno li vede e li apprezza, bene, altrimenti pace. Poi chiaro, i complimenti fanno sempre piacere, e mi diverte creare un collegamento con le persone che mi seguono, motivo per cui mi impegno a non far passare troppo tempo tra una pubblicazione e l’altra.

illustrazione alice 1

Alice, vorresti dare dei consigli a chi là fuori vuole intraprendere il tuo stesso percorso ma, per paura di fallire, fa un passo indietro?

Non mi sento in grado di dare consigli agli altri in questo campo perché non credo di aver raggiunto nulla di eclatante, e non so bene cos’ho fatto per arrivare dove sono. Tuttavia io stessa ero (e sono) una ragazza che aveva paura di fallire e ad oggi, dopo 2 anni, più di 4.000 persone in giro per l’Italia conoscono i miei lavori, mi scrivono messaggi bellissimi ringraziandomi, dicendo che amano i miei disegni, facendomi commuovere o imbarazzare il più delle volte. Può sembrare banale per coloro che sono già affermati in questo campo, ma per la ragazzina in provincia di Vicenza, che disegna in camera all’una di notte, sapere di essere arrivata a colpire il cuore di un completo estraneo residente a Roma, è il successo più grande. Per questo motivo credo di poter dire al ragazzo/a timido/a là fuori: fregatene di cosa pensano gli altri. Se questo è il percorso che vuoi intraprendere, se ti rende libero e felice, se non fai del male a nessuno, se è la tua valvola di sfogo, allora fallo. Non provare per paura di fallire è la cazzata più grande. Rischia, buttati, e se non va, pazienza! Cambierai stile, maturerai nel tempo, ma intanto avrai provato l’esperienza di metterti a nudo condividendo ciò che ami.

Ti ringrazio Federica per avermi contattato e mando un saluto agli amici di Fuori dal Funnel!

Potete trovare Alice su Instagram & nel suo super shop!

 

Ah, a proposito di illustratori che si promuovo su Instagram, qualche tempo fa abbiamo intervistato anche Luccico. Non ve lo siete perso, vero?