“Non vogliamo limitare il confronto a un posto solo, vogliamo che l’essere social torni nelle mani delle nostre community. Noi siamo una comunità e lo saremo sempre. Crediamo che possiamo fare più rumore usando tutte le vostre voci nel mondo, perché quando lo facciamo promuoviamo il cambiamento, sfidiamo le norme e creiamo una rivoluzione cosmetica. Vogliamo che essere social sia qualcosa che riguarda più le passioni e meno i like.”


Da qualche giorno si parla molto di Lush, il noto brand che produce creme, shampoo, cremine e tanti altri bei prodotti profumati per il corpo rigorosamente bio. Si, perché il ramo inglese della Lush, con un post apparso simultaneamente su Instagram, Facebook e Twitter, ha deciso di comunicare la chiusura di alcuni dei suoi canali social. Il motivo? Stufi di essere costretti a rincorrere algoritmi e la volontà di tornare all’interazione diretta tra produttore e cliente. 

Abbandonati più di 400 mila fan su Facebook, quasi 600 mila follower su Instagram e 202 mila su Twitter. Se siete anche solo un minimo interessati al mondo della comunicazione digitale capite l’importanza che i numeri appena citati possono avere per un’azienda. Già perché quei numeri rappresentano un’enorme ricchezza in termini di prestigio, visibilità e… raccolta di dati

“Chi mi ama mi segua”

La Lush dà vita a una specie di ribellione nei confronti del sistema di Zuckerberg e, spingendo sul senso della comunità, la #LushCommunity, che esiste anche e soprattutto al di fuori dei social network, invita i suoi utenti a seguirla… senza usufruire di Instagram, Facebook e Twitter e rimettendo al centro la persona. Gli unici veicoli di informazione dell’azienda bio inglese saranno, come una volta, la live chat sul sito web, il numero di telefono e la mail. No more gestione inserzioni per i responsabili del marketing lushiano. 

Ora spazio alle domande che vi staranno attanagliando… (a me attanagliano davvero eh, non prendetemi in giro!)

Dai, ma sarà questa la decisione definitiva della Lush?

Non è che si tratta soltanto di una disperata trovata pubblicitaria per far parlare di sé?

Cioè, ma perché nell’era in cui la presenza online per un brand è a dir poco fondamentale, Lush, dopo aver investito nei social, ha scelto di tornare a privilegiare tecniche obsolete?

Sarà questo il futuro del marketing? 

Sicuramente l’azione del brand è stata molto coraggiosa. Dire addio a tutti quei dati, non è così semplice per un’azienda. Dichiarare apertamente guerra all’algoritmo a cui tutti dipendiamo, nemmeno. Tornare ad una pubblicità tradizionale e provare a trasferire, dunque, tutto il pubblico che era online, nuovamente offline, men che meno. 

Insomma, la Lush si è fatta portavoce di un cambiamento (al momento da lei percepito) che i consumatori stanno iniziando ad attraversare… 

Mossa troppo all’avanguardia? Staremo a vedere!