Cari amici, siamo alle porte dell’8 marzo, festa della donna e ormai un po’ mi conoscete. Vi sarete, quindi, sicuramente aspettati una mia incursione nel mondo pubblicitario, per vedere chi e come ha voluto celebrare l’ormai imminente festa della donna. Oltre agli spot di cui vi avevo già parlato in un precedente articolo, ho deciso di scegliere di parlarvi di altre tre idee, molto diverse e particolari, ognuna delle quali funziona a suo modo.

Barbie Frida Kahlo

Mattel ha ideato una linea di Barbie ispirate a grandi donne della storia moderna e contemporanea: da Frida Kahlo a Misty Copeland, passando per Amelia Earhart e Ibtihaj Muhammad. La casa madre della bambola più iconica del mondo lancia anche l’hashtag #morerolemodels, sostenendo che ogni bambina, giocando con chi ha fatto la storia dell’emancipazione femminile, potrà essere parte attiva di quella storia una volta cresciuta.

Finchè non vinceremo tutte

“Until we all win” è il titolo del video di Nike che ha come protagonista Serena Williams (la traduzione al femminile plurale è una mia personale interpretazione).

In 30 secondi, mentre scorrono le immagini della Williams che cresce sul campo da tennis, la sua voce racconta di come sia sempre stata criticata “troppo cattiva se non sorrido, troppo motivata per essere anche materna”. La tennista, però, alla fine aggiunge una frase che potrebbe essere detta da chiunque, ossia, che volta dopo volta riesce a dimostrare che non esiste un modo sbagliato di essere donna.

Ancora non ci siamo

L’ultimo spot di cui vi voglio parlare non è recente come i primi due, risale infatti al 2015, quando la Clinton Foundation realizza un video per parlare delle disparità di genere.

L’iconicità del video sta nella semplicità brutale della sua realizzazione: infatti, le donne che intervengono (attrici e personaggi famosi) non appaiono visivamente, ma si sente solo la loro voce. Non a caso, lo spot si chiama proprio “Ancora non ci siamo”.