Il bello di poter scrivere per un blog come Fuori dal Funnel è quello di avere l’occasione di raccontare storie sempre diverse ed, in qualche modo, speciali.

In questi mesi, come blog, ci siamo addentrati sempre di più nel mondo del design, ma ne abbiamo visto solo l’output, ovvero ciò che le grandi agenzie generano nelle loro meeting room.

Non vi piacerebbe sentire, invece, le stesse agenzie o studi raccontarsi?

Ad ottobre (mese estremamente intenso per i Torino Graphic Days e altri eventi), abbiamo avuto l’opportunità di intervistare uno studio torinese: Fightbean.

Fightbean è uno studio particolare in quanto ha abbracciato — quasi completamente — una metodologia progettuale chiamata Design Sprint. Grazie a questo metodo di lavoro ideato da Jake Knapp, autore del libro Sprint, è possibile racchiudere il lavoro di mesi per un cliente in pochi giorni lavorando a stretto contatto direttamente con il cliente.

La metodologia è estremamente interessante — Google non a caso ha iniziato già nel 2010 ad implementarla in decine e decine di processi interni — ma non mi bastava conoscere la ‘teoria’, volevo sentire l’opinione anche di chi lo utilizza giorno dopo giorno (nel loro caso ogni 4 giorni 😀).

 

fondatori dello studio torinese Fightbean
Federica Pecoraro e Matteo Botto, Founding Partners di Fightbean

Vi presento Federica PecoraroHead of UX & Founding Partner, e Matteo BottoHead of Design & Founding Partner, i nostri intervistati e fondatori di Fightbean.

Abbiamo fatto loro alcune domande per conoscere la storia di Fightbean, sapere qualcosa di più sul Design Sprint… e alcune piccole curiosità.

Ecco l’intervista:

1.  Chi siete, cosa è Fightbean?

Matteo:
“Siamo nati nel 2013 come studio di digital design e ci siamo progressivamente specializzati in UX (User Experience). Il passaggio successivo è stato quello di focalizzarci sulla metodologia del Design Sprint.”

 

2.  Che cos’è il Design Sprint? Come lo usate? Come si struttura?

Federica:
“Attualmente lo usiamo sia con le startup che con le  grandi aziende, perché ci aiuta ad avere una conoscenza più approfondita del tipo di prodotto, ci permette di metterci in relazione con il cliente ed è diventata prassi nel nostro metodo di lavoro.

Come funziona? Allora, nel metodo tradizionale sono previsti 4 giorni di lavoro assieme al cliente cercando di mixare un pò tutte le figure professionali (CEO, Project Manager, IT, Marketing, Design, Sviluppo etc.). Queste figure si siedono attorno ad un tavolo e si cerca, innanzitutto, di definire il problema — che sembra una banalità, ma in molti casi si ha la soluzione senza conoscere la causa del problema. A questo punto, tutti insieme, si cerca di portare avanti il proprio contributo e valore all’interno del progetto. Il primo giorno è dedicato a fare chiarezza sul problema che si vuole risolvere e si cominciano a disegnare delle prime soluzioni. Il secondo giorno si uniscono tutti i contributi per arrivare all’idea finale che si vuole prototipare. Il terzo giorno è quello in cui il nostro team crea effettivamente la soluzione con un prototipo di alto livello. Il quarto giorno è quello in cui si effettuano dei test di usabilità e quindi si cercano delle persone che saranno poi gli utilizzatori del prodotto, gli si da ‘in pasto’ il progetto e si raccolgono i feedback.

Con questo sistema possiamo comprimere quelli che sono mesi e mesi di lavoro in 4 giorni a seconda del caso.”

design sprint fight bean

3.  Cosa vi ha spinto a cambiare per adottare questo metodo?

Matteo:
“Diciamo che noi veniamo entrambi dal mondo di grandi agenzie e abbiamo un pò mutuato quella metodologia di lavoro cercando di renderla più smart e agile. La nostra idea era, però, quella di riuscire a lavorare con un cliente per volta per focalizzarci solo su quel progetto. Quando abbiamo scoperto il Design Sprint ci siamo buttati subito, prima sperimentandolo più in piccolo per vedere come riuscire ad inserirlo nel flusso, cosa che può spaventare se sei abituato a lavorare normalmente per clienti tutti i giorni con varie richieste e con vari progetti in parallelo. Siamo, però, riusciti a dedicare una parte del team su questo metodo e a mettere in pausa noi stessi in modo da focalizzarci su come organizzarci.”

 

4.  Quali possono essere delle difficoltà in questo metodo?

Federica:
“Una delle cose più difficili è trasmettere il valore e l’importanza di focalizzarsi per quattro giorni solo su un progetto. Molti dei nostri clienti hanno reagito dicendo ‘No, è impossibile!’ oppure ‘Noi abbiamo da fare!’ e ancora‘ Non posso dedicare il mio team a fare solo questo!’. Questa è sicuramente la barriera più grande. Vi assicuriamo che non solo è possibile, ma sarà il miglior investimento possibile sul vostro progetto o prodotto.”

 

5.  Quali opportunità vi ha portato questa metodologia di lavoro?

Matteo:
“Sicuramente nel team è stata interessante in quanto molti di loro non avevano la possibilità di essere direttamente a contatto con il cliente perché alcune richieste e problematiche venivano mediate dal Project Manager o semplicemente da figure più senior. In questo modo, invece, lavorare con il cliente e sentire in prima persona idiozie o genialità che vengono fuori è diverso dalla mediazione, quindi questo permette di crescere molto e di dare ognuno il proprio contributo senza avere un supervisor che dice ‘Si, no, lo farei diversamente’. È un sistema molto democratico.”

 

6.  In un vostro articolo su Medium parlavate di musica e snack: quanto sono importanti 😂?

Federica:
*ride* “Abbiamo una playlist per colmare i momenti un pò più creepy e ci sono anche dei momenti in cui abbiamo musichette particolari a seconda di alcuni esercizi che adottiamo. Abbiamo anche dei momenti ‘teatrali’ quando i decisori espongono i loro feedback con la propria soundtrack.

Gli snack, soprattutto la frutta fresca, sono il simbolo del Design Sprint. Abbiamo chili di snack salutari! L’importante è rimanere leggeri a pranzo altrimenti si rischia di crollare!”

 

Fuori Dal Funnel intervista Fightbean

 

Finita l’intervista ho avuto modo di testare uno degli ultimi lavori dello studio portati avanti con il metodo che ci hanno raccontato. Giudizio? Una figata!

Ringraziamo Federica e Matteo per averci concesso questa intervista e non vediamo l’ora di scoprire tutti i progetti stupendi su cui stanno lavorando!

Per chi volesse approfondire il mondo del Design Sprint o conoscere meglio lo studio Fightbean, ecco alcuni link utili:

Fightbean — www.fightbean.it
Design Sprint by Google — www.gv.com/sprint/
Design Sprint by Fightbean — www.fightbean.designsprint.guru