A poco più di una settimana dal lancio dell’app che sta spopolando tra i liceali di tutta Italia, siamo andati ad intervistare i ragazzi di WeStudents. Oltre 30mila download in pochi giorni e un successo davvero inaspettato.
Così siamo andati al release party per capire meglio il progetto ed abbiamo posto qualche domanda ai quattordici giovanissimi ragazzi del team.

Cos’è WeStudents?

WeStudents è una startup innovativa.
L’obiettivo del progetto è di creare un luogo virtuale in cui gli studenti possano trovare tutto ciò di cui hanno bisogno per la loro vita scolastica e comunicare agevolmente con i loro compagni. Non è tutto: WeStudents vuole migliorare l’esperienza degli studenti italiani.
Non sappiamo quanto sia forte il senso di appartenenza che si respira nelle diverse scuole e non sappiamo nemmeno se gli studenti degli istituti italiani si sentano parte di una comunità scolastica: quello che sappiamo è che ogni scuola ha grandi potenzialità.
La scuola deve essere un luogo di aggregazione per gli studenti. Deve offrire l’opportunità di trovare persone con cui realizzare progetti che da soli non si riuscirebbe a portare a termine.
Per questo abbiamo creato un’applicazione veloce, pratica ed intuitiva che consenta una connessione agevole tra gli studenti di uno stesso istituto.

Quali sono le funzioni principali dell’app?

WeStudents funziona come una piattaforma di comunicazione per tutta la scuola. Si compone di tre sezioni principali: sezione “Il tuo banco”, sezione “Community” e sezione “Sondaggi”. La prima sezione funziona come un diario scolastico, si possono scrivere i compiti e segnare le verifiche su un calendario. Compiti e verifiche vengono poi automaticamente condivisi con tutti i compagni di classe che usano l’app (basta che uno solo si ricordi di segnarlo per tutti). Qui, inoltre, si possono gestire i propri voti e osservare il proprio andamento (l’app fa tutte le medie e mostra i grafici).
La seconda sezione funziona più o meno come una bacheca, in cui si possono creare e promuovere eventi d’interesse per gli studenti della scuola (assemblee, feste, conferenze ecc).
Infine la terza sezione consente di creare due tipi di sondaggi: uno più ufficiale che abbiamo pensato per le votazioni (in questa sezione compaiono nome, cognome e classe di chi lo pubblica, per questo presuppone un po’ di serietà), l’altro invece più ufficioso (WeAsk) perché i sondaggi compaiono in forma anonima, il che lascia più spazio alla “creatività”.

Come può aiutare il rapporto tra gli studenti e i professori?

La grande differenza tra WeStudents e altre applicazioni legate all’istruzione sta, oltre che nelle funzionalità e nell’interfaccia grafica, nel fatto che WeStudents è un’app pensata e creata ad uso esclusivo degli studenti: i professori non sono nostri utenti, non possono caricare contenuti e non hanno nessun ruolo particolare all’interno della piattaforma.
Tuttavia, la nostra applicazione non vuole in alcun modo ledere il rapporto tra studenti e professori: il fatto che WeStudents possa aiutare i ragazzi a organizzarsi e a comunicare in modo più efficace può solo beneficiare a questo rapporto. Inoltre, WeStudents ha l’obiettivo di stimolare gli studenti a dare vita a nuove iniziative all’interno delle loro comunità scolastiche, il che presuppone la partecipazione del corpo docenti. Assecondare una passione condivisa tra un gruppo di studenti e i professori che potrebbero prendersi carico del progetto ci sembra un modo bellissimo per costruire un rapporto che vada oltre quello puramente frontale che si vive sui banchi.

Com’è nato il progetto?

Dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza da studenti e da rappresentanti d’istituto, ci siamo trovati a immaginare le potenzialità di un’applicazione che permettesse di ottimizzare l’interazione tra ragazzi e scuola. Chi di noi è nel progetto fin dalla sua nascita ricorda bene quando, un po’ per caso, ci siamo trovati a raccontare le nostre esperienze degli anni di liceo e inevitabilmente il discorso è arrivato sui sogni mai realizzati. Creare un’applicazione per le nostre scuole era uno di questi. È bastato uno sguardo per decidere di metterci in gioco!
L'interazione tra il team e gli utenti
L'interazione tra il team e gli utenti

Il vostro è un team composto da ragazzi molto giovani (dai 19 ai 22 anni) questo vi ha aiutato in qualche modo o vi ha ostacolato?

Ci ha aiutati tantissimo: ha reso la nostra app unica nel suo genere. Per la prima volta gli studenti italiani potranno usufruire di un’applicazione per studenti creata da studenti, il che è una rivoluzione rispetto alle piattaforme a cui sono abituati. Crediamo che soltanto da una prospettiva affine si possano capire appieno le necessità, le difficoltà, le idee e i sogni di chi vive la scuola tutti i giorni, di chi tra lezioni, studio e compiti in classe vorrebbe non doversi preoccupare di tutti quegli altri aspetti che sono inscindibili dalla vita scolastica. La giovane età del team ci ha aiutati a creare un prodotto che calzasse a pennello con le necessità, lo stile di comunicazione e il pensiero degli studenti delle superiori.

Cosa vi aspettate in futuro da WeStudents?

La nostra priorità al momento è far sì che l’app continui a funzionare bene nonostante i possibili problemi dati dai tanti utenti che si stanno registrando su WeStudents. La user experience deve essere il più piacevole possibile. Successivamente andremo a migliorare e ad arricchire l’applicazione con nuove funzionalità. Per esempio, a breve uscirà un aggiornamento dell’applicazione che permetterà ai rappresentanti di ogni scuola di gestire importanti specifiche per tutti i compagni. È una feature richiestissima! Come questa, tante altre funzionalità inedite sono già da tempo programmate, altre invece vorremmo che ci venissero suggerite dai ragazzi direttamente.
Vogliamo migliorare, crescere e vedere fino a dove riusciamo ad arrivare, cosa possiamo imparare e costruire. Pensiamo che questo sia il lato migliore del nostro lavoro.

Cosa vorreste dire ad altri ragazzi giovani che vogliono costruire qualcosa di loro?

Sicuramente gli diremmo che non importa sbagliare, bisogna provare e riprovare, magari alla fine saranno abbastanza bravi o abbastanza fortunati da fare la cosa giusta.
Non bisogna farsi illusioni: costruire qualcosa di proprio quando si è giovani richiede determinazione e sacrificio; bisogna avere le idee chiare su dove si vuole arrivare ma essere pronti a cambiare mille volte il percorso da seguire per arrivare a quell’obiettivo.
Ma la raccomandazione che più ci preme fare riguarda le persone di cui ci si circonda: bisogna scegliere persone che condividano ambizioni e spirito di sacrificio per fare della propria squadra un team vincente.