Conversazioni, commenti o discussioni. Chissà quante ne nascono online ogni giorno. Ecco perché serve lui, il Community Manager.

È il portavoce della comunità in rete e fa da ponte fra il brand e le varie piattaforme social; risponde ai commenti con il giusto tone of voice e si occupa delle interazioni. La sua dote principale è sicuramente l’empatia, poiché deve sapersi immedesimare negli stati d’animo degli altri.
Ma non finisce qui. Egli si rivolge alle community esistenti già in rete, le intercetta e cerca di fornire un servizio specifico in base a ciò che cercano. Insomma deve essere poliedrico ed avere quindi capacità empatiche, di osservazione, di comunicazione e di creazione.

Ha dei nemici…

Non si può essere sempre amati da tutti, infatti può avere dei nemici che spesso si configurano come troll e spammer (ve ne avevamo già parlato qui). I primi sono degli istigatori che entrano all’interno delle conversazioni in modo provocatorio, mentre i secondi si inseriscono nei commenti condividendo in generale solo promozioni.

Da quale base partire per fare essere un buon community manager?

  1. Fare analisi di mercato, ovvero ricercare chi sono i competitor già online.
  2. Individuare i canali giusti su cui parlare.
  3. Iniziare a pubblicare dei contenuti con regolarità, testare e migliorare.
  4. Coltivare la community, rispondendo alle domande e studiare il piano editoriale con contenuti interessanti.

Persone misteriose. Chi conosce veramente l’identità di chi si nasconde dietro al profilo di Gianni Morandi alzi la mano! Escludendo Anna, penso che non ci siano molte idee possibili. Alcuni però escono allo scoperto e per questo vi consigliamo di seguire Francesco Ambrosino noto anche come il Socialmediacoso oppure Ludovica De Luca.

Siete empatici, dei buon osservatori e avete sempre la risposta pronta? Ecco forse il Community Manager è il mestiere che fa per voi!

Alcuni esempi di risposte: