Arriva l’estate e Zuckerberg ci regala ghiaccioli e novità in casa Facebook.

Dopo l’aggiornamento sul caso Cambridge Analytica (se invece avete ancora dubbi leggete qui), oggi vi sveliamo i segreti dei Facebook Groups a pagamento.

Ma andiamo con ordine.

Cosa sono i gruppi: Camera dei Segreti o Stanza delle Necessità?

I gruppi hanno tre diversi livelli di privacy: public, closed e secret.

Il gruppo pubblico è un po’ come la Stanza delle Necessità. Qui potete trovare tutto quello che cercate, non ci sono vincoli di iscrizioni, visualizzazione e pubblicazione.

La vera Camera dei Segreti invece è il secret group, solo i membri ne conoscono l’esistenza e i contenuti. Occorre essere invitati per entrarci.

Nel gruppo chiuso invece solo i membri iscritti possono avere accesso alle dinamiche e ai contenuti pubblicati. Ma occorre iscriversi o essere invitati da un membro.

Cosa c’è di nuovo?

In realtà nuovo non è, ma come direbbe mio padre, è lavato con Perlana. Per chi si fosse perso le novità di inizio 2018, eccole qui.

Group insights: fino ad ora presente solo per la gestione delle pagine, gli insights permettono di studiare l’andamento dei gruppi, la distribuzione anagrafica, i giorni e gli orari in cui i membri sono più attivi, i post che hanno avuto maggiore successo, il livello di engagement, e i membri attivi.

 

Schedule: i gruppi continuano ad assomigliare sempre di più alle Pagine. Anche qui si possono programmare la pubblicazione dei post, selezionando data e ora.

 

 

Removed Member Clean-Up: è possibile rimuovere un utente e fare una pulizia, in un unico passaggio. Infatti è possibile cancellare tutti i contenuti pubblicati dai removed member all’interno del gruppo (siano essi post e/o commenti).

 

Mute Member: un’ottima alternativa per proteggersi da troll, hater o cyberbulli. Gli amministratori evocano una sorta di “time out”, impedendo temporaneamente a un membro del gruppo di creare nuovi post o commenti per 24 ore.

 

 

Badge: sono state inserite due diverse tipologie di distintivo. I badge amministrativi per i gestori di gruppi superiori a 250 utenti e new member badge, distintivo temporaneo, visibile solo le prime due settimane dalla data di inserimento nel gruppo.

 

Ma la vera novità è arrivata il 20 giugno 2018. Mi riferisco ai contenuti a pagamento. Che farete voi?!

Should I pay or should I go?

Mark ha accolto l’estate con un progetto pilota per sperimentare i gruppi a pagamento. Già con l’ultimo algoritmo, aveva parlato di privatizzazione, zero pubblicità, maggior rispetto per la privacy e minor visibilità alle pagine.

La nuova feature è pensata per aiutare i Community Manager nella gestione dei gruppi, i quali potranno guadagnare soldi e investirli in contenuti di qualità più elevata, migliorando così l’esperienza degli utenti.

L’addebito di un abbonamento potrebbe aumentare il senso di esclusività e far sentire un gruppo più speciale.

Il primo test è iniziato con il gruppo “Declutter My Home” che sta creando un nuovo sottogruppo “Organize My Home”. I membri avranno accesso alle liste di controllo e saranno in grado di lavorare con altri membri sui progetti, con una quota mensile di $ 14,99.

Al momento il progetto di abbonamento mensile è disponibile ad un numero limitato di gruppi, dalla cucina alla pulizia della casa, dalla famiglia all’iscrizione al college. I gruppi gratuiti rimarranno intatti, ma presto avranno la possibilità di avviare sottogruppi premium.

Facebook inizialmente non riceverà alcuna percentuale, gli abbonamenti saranno gestiti attraverso le applicazioni mobile del social network e avranno un costo che varia da 4,99 a 29,99 $ al mese.

Il team di Facebook in realtà vuole capire cosa gli amministratori pubblicherebbero e se i membri lo trovino di valore. I consumatori sembrano infatti più a loro agio nel pagare i contenuti, sono sicura che anche voi avrete almeno un account premium su Youtube, Netflix e Spotify.

Recentemente, si è persino discusso se pagare o meno un abbonamento a Facebook stesso. Ma invece di contenuti esclusivi, il pagamento bloccherebbe il tracciamento dei dati di Facebook – un argomento caldo come la società è stata criticata per il suo scandalo sui dati di Cambridge Analytica.

E voi, che fareste?