Odi et amo. Se fossi Catullo, Google AdWords te la dedicherei. A volte mi piaci, a volte no. Ecco perché ho deciso di inventarmi i 10 comandamenti o se volete 10 reasons why per amarlo.

  1. Avere un obiettivo

    In qualsiasi attività di marketing è importante un po’ come trovare la propria strada nella vita. Oserei dire che sia indispensabile. Lo stesso vale con AdWords che ci offre una gamma di opportunità. Alcune opzioni sono: la vendita di un prodotto o servizio, richiesta di informazioni, l’iscrizione alla newsletter, il traffico sul sito e così via.
    La domanda esistenziale è: che cosa voglio da questa campagna?

  2. Tracciare nel modo giusto le conversioni

    …per non fare la fine di Hänsel e Gretel con le briciole di pane. Prima di iniziare, collegare Google Analytics ad AdWords. Come? Prendete il pannello di Analytics e cliccare su obiettivi. Sceglierne uno personalizzato e poi l’obiettivo.

Ad esempio, quando compilo un form e premo invio arrivo a una thank you page – quella che mi dice Grazie, operazione conclusa. Se imposto la conversione su quella pagina ogni volta che uno la conclude, mi segna come 1 conversione e così via. Capisco così dove arriva l’utente.

Dopo aver impostato Analytics, tocca a AdWords. Ad esempio, se l’origine della conversione è il sito web, imposto i parametri ad esso inerenti. L’ultimo step ancora è ritornare su Analytics e controllare su proprietà che sia impostato il collegamento con AdWords. Dopodiché impostazioni account > preferenze > monitoraggio con codifica automatica. Se non lo faccio i dati di Analytics sono incompleti.

3. Tenere separate campagne display e rete di ricerca.

In questo modo posso avere riscontri chiari. Uno dei comandamenti di Google Adwords riguarda la struttura; ogni account si compone di due livelli principali: il primo è la campagna, il secondo è quello dei gruppi di annunci. A livello di campagna è utile mettere elementi rilevanti per il business, ad esempio livello geografico (Piemonte vs Liguria) oppure a livello di problema del cliente (“cosa vuol dire #foodporn?“). Su questa base facciamo i gruppi di annunci. Nota bene: 1 campagna, 1 lingua sola + usa gli orari di pubblicazione.

4. Non dire falsa testimonianza, sii coerente.

Annunci e pagine di atterraggio coerenti con quello che cerco. Mantieni le promesse!

5. Ottimizzare gli annunci is the new santificare le feste.

La parola chiave va sempre messa nel testo dell’annuncio perché aumenta il punteggio di qualità, il CTR (clic through rate) e la possibilità che l’utente clicchi sul nostro annuncio. Inoltre viene evidenziata quando cercata nel motore di ricerca. Ricordati anche di esaltare le caratteristiche di quello che devi promuovere e di inserisci sempre una call to action (ad es. Prova gratis!). Non dimenticare i sinonimi delle keyword o le corrispondenze!

6. Two is mei che uan. In ogni gruppo inserire almeno due annunci.

Analizza poi i termini di ricerca perché usando spesso una corrispondenza generica o a frase, i nostri annunci potrebbero uscire anche per una valanga di parole che non sono pertinenti, ma paghiamo. Non dimenticare poi le estensioni!

7. Non avere paura di escludere!

Se trovi termini di ricerca che non c’entrano nulla con il tuo business, aggiungile fra quelle escluse.

8. Guarda il prossimo tuo…ovvero osserva la concorrenza!

Non sai da dove partire? Dai un’occhiata a quello che è già stato fatto dagli altri.

9. Onora i tool!

Ricordatevi di usare gli strumenti per la pianificazione delle parole chiave: oltre al keyword planner di Google c’è Ubersuggest.

10. Sii paziente!

Purtroppo i risultati non arrivano subito quindi keep calm e… ottimizza!

Per oggi è tutto. Quante ne sapevi su Google AdWords? Prova ora con Gmail!