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Levataccia alle 6 del mattino per giungere in orario a Milano e più precisamente a Sesto San Giovanni: il luogo dove avverrà la seconda edizione dell’Inbound Strategies.

L’obiettivo è quello di formare e informare i partecipanti all’evento relativamente alle strategie, agli sviluppi e alle novità in campo Inbound marketing. Se vi siete già persi… procediamo per step!

Cos’è l’Inbound Marketing?

L’utente viene ogni giorno bombardato da messaggi pubblicitari, la sua ricettività nei confronti di essi è calata. Per questa ragione con il trascorrere del tempo, questo tipo di comunicazione si è rivelata poco efficacie. Ecco, però che arrivano in soccorso le tecniche di Inbound. Con il loro approccio poco intrusivo, permette che sia l’utente a cercare te e non il contrario.

Di quali mezzi si serve? Le tecniche di SEO, il content marketing, il social media marketing, la creazione e lo sviluppo di solide community, il blogging e molto altro.

Questi sono infatti gli argomenti principali che sono stati trattati durante l’evento.

Content Marketing vs Performance Marketing

Quando vi dicevano che content is the king, ok, ma la sfida è ricercare le metriche giuste e i numeri utili per raggiungere l’obiettivo. Se la sfida è quella di vendere un prodotto basato su un esigenza semplice, allora non ha senso spendere energie strutturando un percorso complesso con più punti di contatto.

Il cosiddetto funnel di conversione e quindi le tecniche di Inbound vanno usate se abbiamo a che fare con prodotti costosi, complessi che magari richiedono un lungo percorso decisionale prima di raggiungere lo scopo, ovvero la vendita. Insomma il consiglio di Valentina Vellucci è less is more.

Vellucci-Fuori-Dal-Funnel

Ascolta l’audience

Pensa alla buyer personas, ovvero alla rappresentazione generalizzata del tuo cliente ideale. Più o meno è come giocare ad “Indovina Chi”. Sono così saprai creare contenuti mirati in base ai diversi bisogni e aumentare il tasso di conversione della tua comunicazione. Parola di Irisi Devigili.

Strategia di Lead Generation: 10 errori

Alessandro Frangioni ci mette in guardia su dieci cose che bisogna assolutamente evitare. Di che cosa stiamo parlando?

  • la scelta dei canali sbagliati su cui essere presenti
  • sito web al posto della landing page: sì avete sentito bene. La landing page raccoglie poche notizie ma in modo chiaro. Se è ben fatta cattura l’attenzione dell’utente, mentre il sito web è troppo dispersivo per la serie di informazioni che esso contiene.
  • Fare split test o A/B test per vedere verso quali contenuti è più suscettibile il nostro target.
  • Fare attenzione all’Ads Invaders: non sono nuovi personaggi di Star Wars, bensì quegli annunci che su qualsiasi pagina stiamo navigando li troviamo.
  • Ottimizzazione
  • Il monitoraggio poco accurato e così via.

Inbound-Strategies-2018-Frangioni

 

SEO: come strutturare la home di un blog

Sembra una cavolata, ma la curva di indicizzazione è importante. Se volete essere fra quelli che Google ricorderà – compresi i vostri contenuti – cercate di non dimenticare in home questi:

  • le utlimissime notizie, quelle fresche che avete appena pubblictao;
  • I più letti, che poi non importa lo siano davvero;
  • I più votati, per finta ma quelli che vedete siano i più ricercati;
  • gli evergreen strategici, ossia tutti quegli articoli che noi consigliamo perché sempre attuali.

Ivano di Biasi mostra le dinamiche di vari settori definendo il giusto approccio SEO per preservare il traffico acquisito e crescere nel tempo.

Bene, ora che l’Inbound Strategies è finto, torno a casa con un sacco di nuovi tip da mettere in pratica… Rimbocchiamoci le maniche!

Inbound-Strategies-2018

Inbound-Strategies-Milano