Mi presento: sono Giorgia, ho 23 anni e vorrei diventare una social media manager. O una social media strategist. O una digital marketer. Partiamo dal presupposto che non ho le idee molto chiare. Sono convinta che per nessuno studente di comunicazione sia stato facile scegliere quale strada prendere, specialmente poco prima o poco dopo la laurea. Perché scegliere per forza una di queste categorie? A quanto pare non posso essere sia una social media manager sia una social media strategist, eppure sembra che le due cose vadano a braccetto.

Cosa scrivo sul curriculum o su Linkedin?

Per avere un’idea di che tipo di figura cercano le agenzie, ho iniziato a cercare i requisiti che vengono richiesti alle figure che più mi interessano, così da capire come definire quello che vorrei fare. Cercando di qui e di là, ho avuto un attimo di panico. Per candidarsi come social media manager un’agenzia richiedeva il CV (classicone) e un portfolio. UN PORTOFOLIO?! DA SOCIAL MEDIA MANAGER? Cosa bisogna metterci, foto e screenshot? Come bisogna farlo e come dimostro quello che ho fatto finora?

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Dopo due minuti l’attimo di panico è passato e ho iniziato ad informarmi. Questo è quello che ho fatto:

Ho letto questo articolo per farmi un’idea di come fare un portfolio da social media manager.

Il riassunto è che il formato più adatto è una presentazione di circa 15 slide che racconta cosa abbiamo fatto, quali canali sappiamo utilizzare e quali risultati abbiamo ottenuto. Se avete gestito delle campagne scrivetelo e dite anche quanta gente avete raggiunto, se avete un blog raccontate di come l’avete gestito e quante persone vi hanno letto. Segnate quali tool avete imparato ad usare, quelli che sapete usare meglio e dimostrate che sapete interpretare gli insight.

Ho fatto un giro tra i portfoli già caricati su SlideShare.

C’è chi preferisce raccontare in forma di storytelling e chi invece spiega le esperienze già avute in maniera più schematica . C’è chi usa degli screenshot e chi usa dei grafici. Insomma, non ce n’è uno uguale all’altro.

Ho stalkerato, tanto.

Su Facebook non è sempre facile e su LinkedIn è troppo evidente. In ogni caso, stalkerare le persone che già fanno il lavoro dei vostri sogni può essere utile per capire quali competenze vi servono.

Ho cercato il tool adatto.

Va bene fare una presentazione, ma personalmente eviterei di usare Power Point. In ogni caso, sia per il CV che per un portfolio, il mio consiglio è quello di dimostrare di avere un minimo di creatività e di senso estetico anche se non siete graphic designer. La mia totale ignoranza in fatto di Adobe Creative Suite (male, molto male) mi porta ad utilizzare strumenti molto semplici ed intuitivi, tra cui Canva e Piktochart.
Il mio ultimissimo consiglio da assolutamente non esperta: buttate dentro al portfolio un po’ tutto quello che avete fatto, magari soffermatevi sui progetti più importanti e lasciate poco spazio alle cose più amatoriali. Se come me non avete le idee troppo chiare, raccontare tutte le esperienze che avete avuto nel mondo della comunicazione può essere utile a chi vi assumerà per capire che avete voglia da vendere e che vi siete messi in gioco fin da subito.

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Ah e non dimenticatevi: LinkedIn, LinkedIn, LinkedIn.