di Giulia Delfino

“Fai anche tu l’application, vedrai sarà un’esperienza incredibile”. È così che ho deciso di partecipare ad uno scambio culturale (anzi due!), una delle esperienze più belle che ho fatto in vita mia.

Cos’è uno scambio culturale?

Uno scambio culturale è un progetto Erasmus+, finanziato dall’UE, rivolto ai ragazzi dai 18 ai 30 anni dei Paesi membri, che si incontrano in una località e cooperano su una tematica precisa. Vitto e alloggio sono gratuiti ma è richiesta la conoscenza, anche minima, dell’inglese.

Slovacchia scambio

Vi racconto la mia esperienza: round 1

Il mio primo scambio culturale è stato a Poiana Negrii, in Romania, insieme ad altri 50 ragazzi, provenienti da Italia, Spagna, Grecia, Romania e Croazia. Incredibile come, nonostante venissimo da Paesi diversi con culture e lingue completamente differenti, sia bastato un viaggio per creare un legame indissolubile.

Il tema era Poverty, unemployment and social exclusion e abbiamo trascorso 11 giorni tra workshop, flashmob, lavori di gruppo e serate interculturali. Il risultato? Un bagaglio culturale un po’ più pesante di quando sono arrivata: nuove skill (tra cui video editing) e 50 nuovi amici provenienti da tutta Europa.

E’ difficile spiegarvi a parole quanto sia stata incredibile questa avventura, ma per non lasciarvi alla sola immaginazione ecco qui il video Magical Poiana Erasmus+ dello scambio culturale, realizzato da Menéndex Romera Oliver, uno dei partecipanti spagnoli.

Inoltre abbiamo dovuto mettere in pratica quello che avevamo imparato, realizzando alcuni videoclip sul tema dello scambio. Vi consiglio di vedere The choice, I had a dream e Choose life.

Non è finita qui: round 2

Dopo solo pochi mesi ho fatto l’application per un altro scambio culturale: un training course sulle competenze digitali. Si è svolto a Banska Stiavnica, un paese (con un nome impronunciabile) della Slovacchia. Qui ho trascorso 11 meravigliosi giorni con 32 ragazzi, provenienti da Italia, Bulgaria, Slovacchia, Francia, Lettonia, Lituania, Romania e Croazia, una tavoletta grafica tra le mani e due nuovi programmi da imparare: Illustator e After Effect.

I workshop non sono stati solo teorici ma anche pratici (si esiste anche la pratica!!), e ci hanno permesso di sviluppare una creatività che non sapevano neanche di avere. Abbiamo dovuto realizzare uno storytelling della nostra vita, un lettering personalizzato, un logo e tanto altro. Anche qui vi lascio il link del video Erasmus+ Animated Education di fine progetto, realizzato da Rui Pereira, il nostro cameramen ufficiale.

Come trovare questi progetti?

Io sono partita con due associazioni: l’Associazione Eufemia e Youth Connect, ma ce ne sono tantissime in tutta Italia. Inoltre vi sono numerosissimi portali da consultare costantemente:

Perché partecipare?

Per mettersi in gioco e vivere un’esperienza indimenticabile. Vivrete a contatto con la natura, in mezzo a culture diverse dalla vostra, migliorerete l’inglese (e imparerete anche altre lingue), svilupperete nuove competenze, visiterete molte città europee e soprattutto vi divertirete un sacco.

Insomma, cercate lo scambio culturale che più vi incuriosisce e candidatevi! Non ve ne pentirete.