FUORI DALFUNNEL @ TORINO GRAPHIC DAYS-2

di _giuliacrocs

Si è conclusa questo weekend la seconda edizione di Torino Graphic Days, il festival internazionale della creatività, della comunicazione visiva e della sperimentazione grafica. In questi quattro giorni di workshop, conferenze, esposizioni, performance e mostra-mercato abbiamo preso parte al racconto passato e presente del graphic design.

Date un’occhiata a cosa ho scoperto.

  1. La grafica è una forma di comunicazione universale?

La grafica utilizza un sistema di simboli universali, che permettono di essere compresi da chiunque a prescindere dalla lingua o dalla collocazione geografica.  

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Torino Graphic Days ci ha offerto uno sguardo sul mondo e sulle diverse culture attraverso l’arte della stampa artigianale.

  1. Posso avere una mappa?

L’ho sentito domandare da diversi visitatori: “c’è una mappa?”

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Le mappe consentono di orientarsi, aiutano a trovare la destinazione e danno indicazioni circa i luoghi e le storie del territorio. Ecco che la mostra Unconventional Mapping pone uno spunto di riflessione sull’evoluzione del concetto di mappa, presentando oltre 30 mappe illustrate. Lo scopo è quello di introdurre un nuovo sistema di narrazione visiva personale.

  1. Tutto molto interessante, ma cosa me ne faccio?

Il packaging, spesso accusato di essere responsabile di inquinamento e di impatto ambientale negativo, per l’Osservatorio dell’Eco Packaging è invece un prodotto di design carico di valori e funzioni, oggi molto attento anche alle questioni di sostenibilità.

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Il progetto Nudi o Vestiti? ha infatti lo scopo di promuovere una lettura critica del packaging dal punto di vista comunicativo e funzionale.

  1. La grafica è volgare?

Evidentemente non avete ancora conosciuto Drawjob, che ha intrapreso un dialogo artistico sull’eros e sul mondo erotico, senza inciampare nel volgare, tralasciando l’esplicito dell’atto sessuale.

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22 illustrazioni diversissime ed eterogenee tra loro, accompagnate dalle parole di 6 autrici, coordinate dalla testimonianza di 2 esperti.

  1. Chi ha disegnato il logo della lana?

Franco Grignani nel disegnare il logo di Pura Lana Vergina ha saputo unire ritmo, tensione, vibrazione e armonia matematica. Partendo da una rigorosa composizione di elementi – fatta di linee pulite, unite a  distorsioni e alterazioni – ha dato vita a un’identità dinamica, portando l’attenzione oltre i limiti dell’opera stessa.

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  1. Barcellona è solo la casa di Gaudì?

Barcellona, città multiculturale ma allo stesso tempo legata alle proprie tradizioni, è uno dei poli in cui la comunicazione visiva viene utilizzata come strumento sociale.

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Eyes on Barcelona rappresenta i valori della città catalana attraverso i lavori di dodici studi, seguendo approcci diversi.

  1. Cosa si intende per il brand identity?

Roberto Bagatti, attraverso il restyling del logo Rai, ci ha spiegato come l’identità –  insieme degli aspetti e degli elementi grafico/comunicativi – determina la percezione e la reputazione di un marchio da parte del suo pubblico.

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Ridefinendo i brand che compongono l’universo Rai, ha creato una identità visiva per ciascun canale a partire dal quadrato, eliminando però il logo in sovrimpressione.

  1. “Mai giudicare un libro dalla copertina”: sicuri?

Allora non siete mai stati a Torino Graphic Days.

I libri si toccano, si divorano, si vivono. Le copertine, di conseguenza, incidono sulla comunicazione culturale e visiva, contribuiscono  a definire la contemporaneità, oltre che a essere un semplice strumento commerciale.

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I volumi selezionati mostrano da un lato innovazione grafica e dall’altra tradizionale eleganza delle loro copertine.

  1. I dettagli possono fare la differenza?

L’obiettivo della mostra Il valore della grafica è quello di svelare e rendere percepibili, attraverso le fotografie realizzate al microscopio, alcuni elementi di banconote, quali la trama sottile e i colori precisi, in modo da attribuire valore simbolico e artistico al progetto.

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La mostra ci insegna quindi a guardare con occhio critico e attento, ci insegna a  notare particolari che prima non si vedevano, e che fanno apprezzare la completezza e la complessità del lavoro.

  1. Posso andare a Torino Graphic Days anche se non studio grafica?

Assolutamente si!

Girovagando per Toolbox, mi sono imbattuta in grafici innovativi, giovani curiosi, studenti intraprendenti, fidanzati obbligati, famiglie in gita e stranieri forse un po’ troppo timidi per rispondere a qualche domanda (se non dopo una birra e una patata ripiena).

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C’è chi è venuto da Milano solo per scoprire i vincitori di Posterheroes, c’è  chi è stato trascinato di forza ma ne è uscito contento, c’è chi è inciampato nella sala buia del porno e come Cristoforo Colombo ha scoperto il nuovo mondo, c’è chi pensava di guardare e basta e alla fine ha portato a casa borse di acquisti, c’è chi non ha fatto altro che spostare tavoli, dipingere pareti, scrivere tesi o instagrammare ovunque ed il minimo che si possa fare è ringraziare e offrire loro una birra.

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Se ve lo siete persi anche quest’anno, o se siete venuti ma non ne avete ancora abbastanza, continuate a seguirci, nei prossimi giorni dedicheremo un po’ di spazio al racconto di questa seconda edizione dell’evento.