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di Irene Marchesano

Behind every cloud there is an other cloud. Inizia così la storia di questa post. Concedete l’errore (an other, anziché another o forse andava bene così) dopotutto si tratta di Maurizio Cattelan. Chi?! Quello che ha fatto una statua a piazza Affari a Milano con una mano priva di tutte le dita ad eccezione del medio, quello che ha appeso un cavallo al soffitto o peggio ritratto Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Cosa c’entra tutto questo? Da qualche mese ha aperto un canale Instagram, ma l’uso che ne fa è del tutto particolare. Non smette mai di stupire e anche in ambito social reinventa l’uso che se ne può fare, se così si può dire. Avete presente le stories? Durano 24h. Tuttavia, per Maurizione Cattelan anche la gallery sarà una NON gallery. Nel senso che ogni uno/due giorni posta un’immagine con un messaggio e poi la cancella. E noi poveri illusi che ci sbattiamo a farsì che il nostro profilo sia bello: qui i post non ci sono, o meglio vengono sostituiti da altro. Sarà l’ennesima provocazione, una trovata commerciale o un modo per comunicare qualcosa?

Ecco alcuni esempi:

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Possiamo parlare di opere d’arte?

A quanto pare sì. Si chiama “The Single Post Instagram” e dalle dichiarazioni lasciate da Cattelan, la condivisione di foto attraverso il social sarebbe da intendersi come progetto artistico, dove a contare sono il tempismo e l’attenzione: in un momento c’è, un secondo dopo tutto è già cambiato.

Nel copy delle foto non viene spiegato nulla, ma come al solito ognuno di noi deve trovare un suo significato (che poi non è detto ci sia). A volte penso che lui stesso si prenda gioco di chi lo venera o lo consideri come “artista”. Perché ormai potrebbe venderti la qualunque e ognuno scambierebbe quella cosa come “opera d’arte”. La sopra citata statua di papa Wojtyla colpito da un meteorite nota come “La nona ora” è stata acquistata per 2, 7 milioni di dollari a New York. E che ne pensate del gabinetto rivestito d’oro (e perfettamente funzionante) al quarto piano del Guggenheim?

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Ritornando al profilo Instagram, chi si osa a commentare –  e sono in molti – risponde sempre con un like. Lui però non segue nessuno. Poi come è successo a me, spande le sue sentenze anche negli account altrui e commenta una tua foto.

Così è nato questo post, così ho pensato che l’arte ai tempi di Internet e dei social si fa intangibile, effimera ed evanescente. E noi dove ci collochiamo in tutto questo?

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Behind every cloud there is an other cloud – Maurizio Cattelan commenta