di Federica Ramires – @dindondaun

Ma quali calciatori. I veri eroi del 2017 sono loro, loro che quando escono a fare la spesa tornano il giorno dopo perché si sono fermati a fare due foto, loro che usano di più le applicazioni per modificare le foto rispetto a WhatsApp, loro che hanno il terrore di rimanere senza giga. Loro, che con i loro profili e le loro storie ci ispirano, ci strappano sorrisi, ci fanno innamorare e visitare mille posti diversi con un solo clic. Sto parlando degli Instagramers.

 

Oggi ho deciso di raccogliere la testimonianza di un Iger molto particolare, che vanta più di 24 mila followers: Luciano Cina, meglio conosciuto come @luccico. Luciano è un giovanissimo fotografo, product developer e illustratore siciliano capace di trasformare ogni semplice e banale scatto in una storia degna delle favole dei fratelli Grimm. Proprio come questi ultimi, egli è in grado di farci vedere il mondo che ci circonda sotto un’altra luce, aprendo totalmente le porte all’immaginazione e colorando ogni dettaglio della quotidianità con pennellate di creatività, ironia e novità.

  1. Ciao Luciano! Per rompere il ghiaccio, ti racconti in un hashtag?

#MoreThanAPics, “più che una foto”, il progetto grafico che porto avanti sul mio profilo Instagram.

  1. Il tuo nome utente su Instagram ha un significato particolare? Che differenze ci sono fra il luccico degli arbori del profilo Instragam e il luccico di adesso?

Luccico è un nomignolo che mi è stato affibbiato durante i primi anni universitari. C’è stata un’operazione di storpiaggio del mio nome. Luciano > Lucio > Lu > Luce > Luccico. L’unica differenza, ad oggi, è aver ottenuto la consapevolezza di essere apprezzato per questo modo di raccontare e descrivere una realtà (apparentemente) lontana da noi. Diciamo che non mi son montato la testa dopo essere stato intervistato da Mr Instagram.

  1. Che studi hai compiuto?

Laureato in Disegno industriale a Palermo e specializzato in ecodesign presso il politecnico di Torino.

  1. Com’è nata l’idea di “dare vita” ad ogni fotografia?

Quasi per caso. Avevo appena acquistato il mio primo biglietto aereo per Torino e, preso da mille pensieri, disegnai un aereo dal tratto nero sopra una foto con delle vistose nuvole. Ho notato subito l’apprezzamento delle persone e di fatto mi ritrovo ancora a raccontare questo aneddoto dopo ben 5 anni.

  1. Nelle tue foto c’è spesso Torino, la sede del tuo lavoro. Che cosa rappresenta per te questa città?

La mia seconda casa, diventata ormai prima. L’ho scelta per proseguire i miei studi e lei mi ha scelto per continuare a viverci. E’ una di quelle città che devi per forza visitare per riuscire a scoprire tutta la magia che ci sta dietro.

  1. Ora la domanda del secolo: quali sono i segreti per avere così tanti followers? Se non ce ne sono di particolare, che consiglio daresti ai novelli di Instagram?

Essere testardi in primis. Redigere un piano editoriale ed avere il coraggio e forza di portarlo avanti. Relazionarsi con gli altri, farsi stimolare dagli igers più apprezzati ma non per copiare le loro idee. Instagram è una grande vetrina dove possiamo farci apprezzare per quello che sappiano fare, quindi non dobbiamo aver paura di portare avanti le nostre idee.

  1. Sei anche parte della comunità di #igertorino, nonché Kappa Gara developer. Hai altri progetti in corso/in mente?

Spero di non fermarmi mai, quindi non vi resta che seguirmi per rimanere aggiornati!

Ed ecco come Luccico può trasformare un teatro in un acquario ed ogni spettatore muta in un pesce. Piazza Castello diventa la sede di un’enorme caffettiera pronta a darci il buongiorno. Una semplice pozzanghera un’insegna del circo.

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