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di Alice Petroni

Per chi si fosse fatto l’idea che il #webmarketingfestival sia un evento solo per smanettoni e pc-dipendenti che trascorrono le loro giornate incollati allo schermo si è sbagliato alla grande. Il WMF, arrivato alla sua quinta edizione, è un evento di digital e social innovation indirizzato ad aziende, agenzie, startup, giornalisti e free lance, associazioni non governative, studenti, blogger, ma anche più semplicemente appassionati di queste tematiche e che per pura cultura personale vogliono integrare il loro bagaglio culturale.
Il fattore che, a mio parere, ha dato un valore aggiunto a tutto l’evento, è stato il connubio con i temi sociologici ed etici di fortissima attualità e società presentati da esponenti dei settori con il supporto di numerosi ospiti che hanno portato sul palco della plenaria le loro testimonianze ed esperienze di vita.

SIAMO DAVVERO TUTTI DIGITALIZZATI?
Quante volte abbiamo sentito frasi del tipo: “Voi giovani siete tutti digital..” “Oramai si fa tutto attraverso il computer..” Bene, è vero, trascorriamo la maggior parte della nostra giornata, sia per motivi di lavoro che per svago, incollati al nostro caro amico cellulare, connessi ad un social network, sul sito della nostra testata di fiducia o a cercare su groupon delle offerte per la prossima vacanza o per la cenetta romantica.. ad ogni modo effettuiamo la maggior parte delle nostre azioni su uno smartphone, del quale tutti, o quasi, disponiamo. Ma abbiamo mai ragionato sul fatto che non tutte le persone hanno le stesse possibilità fisiche? Abbiamo mai provato a bendarci per un giorno gli occhi per provare a vivere da non vedenti?

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Se ci si ferma un attimo a riflettere ci si accorge che per la maggior parte di noi il telefono si potrebbe prendere e chiudere nel cassetto perché, se non si dispone di un apparecchio Apple, non riusciremmo a scorrere la home di Facebook, ma anche più semplicemente non riusciremmo a navigare in rete.
In sala plenaria è stato portato all’attenzione di tutti i presenti il tema dell’accessibilità digitale.
Proprio nel 2004, in Italia è stata emanata una legge sull’accessibilità: L. 4/2004 la quale fissava i principi base con regole attuative, modificabili poi in futuro.

100 PASSI PER L’UNIVERSALITÀ
Quello che deve emergere è la consapevolezza, consapevolezza di fronte al problema. Si deve necessariamente tenere conto dell’accessibilità, è un processo che deve partire fin dall’avvio, dalla prima fase di ideazione e progettazione e i primi a dover attuare questa rivoluzione sono i programmatori o ideatori di strumenti digitali. Ma in quali termini? Si intende fornire tutti i tipi di strumenti utili e adatti a qualsiasi tipo di persona per poter accedere alla rete e alle tecnologie.
Se per noi è una comodità in più nella quotidianità, per loro è fonte di libertà e autonomia per la gestione anche delle piccole cose per cui è necessario iniziare a #pensareaccessibile.
La semplice integrazione degli strumenti è la soluzione! La produzione e la fruizione devono essere uguali per tutti, universali, perché l’accessibilità è un diritto di cui tutti dobbiamo usufruire senza discriminazioni di nessun genere.

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PIANO-FORTE
E per concludere come non prendere spunto da una #lezionedivita come quella di Ivan Dalia, un ragazzo di trent’anni il pianista artista capace di prendersi in giro… perché la sua esperienza è stata inserita all’interno della tematica dell’accessibilità? Egli è un non vedente, anzi no, lui preferisce utilizzare il termine cieco, perché nel linguaggio comune non si utilizza la frase: “ L’amore non vedente”.

Ivan, grazie ad Osara (Open Source Accessibility for the Reaper Application)un programma open source che registra mini audio musicali, elaborato da un australiano non vedente è riuscito a scrivere musica utilizzando il pc. Il tema dell’accessibilità può esser riportato a tutti gli ambiti.
Quindi: “Perché andare piano quando si può andare forte?”

 

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CHI SONO?
Alice Petroni, 23 anni, laureata in Scienze della Comunicazione e attualmente studentessa di Comunicazione pubblica e politica a Torino. Ballerina (si fa per dire) per passione, instancabile e sempre in movimento.
Droga quotidiana preferita: abbondante dose di social network, in particolare Instagram e Facebook!