No.09

di Michele Petruzzi – Se vi dicessi cosa hanno in comune la NASA, le api e l’MIT, che vi viene in mente? La risposta è Niccolò Calandri, ovvero l’ideatore dell’arnia hi-tech 3Bee.

Lo scorso 23 giugno ho avuto l’occasione di partecipare alla quinta edizione del Web Marketing Festival, seguendo con interesse gli eventi della Sala Startup. Fra i 36 progetti presentati, 3bee è quello di cui parlerò.

Di che cosa si tratta?

“3bee è l’alveare tecnologico capace di valutare lo stato di salute delle api aiutando l’apicoltore a migliorare la gestione del proprio apiario e permettendogli di proporre un miele di qualità” risponde Niccolò. Riutilizzando le tecnologie sviluppate alla NASA e avvalendosi delle competenze e della collaborazione di Riccardo Balzaretti (Biologo e apicoltore) e di Elia Nipoti (tecnologo alimentare e analista sensoriale), ha sviluppato il primo prodotto Hi-Tech e Low cost per la salvaguardia delle api italiane, un innovativo sistema di monitoraggio per l’apicoltura.

Il dispositivo, completamente auto-alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico, viene posizionato all’interno dell’arnia e permette di interpretare e monitorare a fondo i bisogni delle api registrandone peso, temperatura, umidità, suoni e odori. I dati raccolti vengono registrati ogni minuto nell’arnia e trasmessi periodicamente ad una piattaforma cloud accessibile da remoto. Questa raccolta dati, continua e precisa, consente di visionare, analizzare, estrapolare e archiviare dati e grafici su qualsiasi device. Inoltre integra gratuitamente un sistema gps/gsm come sistema antifurto.

L’obiettivo di 3Bee è semplice: rivoluzionare l’apicoltura aiutando gli apicoltori e le apicoltrici ad identificare cure più sostenibili ed efficaci che gli consentano di avere alveari sempre più popolosi e produttivi!

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Come nasce l’idea? Uno sguardo allo stato delle api

Sin dagli inizi degli anni ’90, gli apicoltori hanno iniziato a segnalare una tanto anomala quanto repentina diminuzione nelle colonie delle api.

Negli ultimi inverni, soprattutto in Europa e Nord America, la mortalità delle colonie di api è stata in media di circa il 20 per cento (con una forbice che va dall’1,8 per cento al 53 per cento tra i diversi Paesi). Questo è dunque un problema che grava sull’ambiente, sulla sua biodiversità, ma che non esclude il settore produttivo ed economico. Si pensi per l’appunto a come la riduzione delle colonie di api italiane influenzi l’import di miele nazionale, 30 milioni di chilogrammi di miele vengono difatti importarti ogni anno.

Ed è qui che 3bee diventa utile agli apicoltori, ma non solo, anche all’ambiente.

La fuga di cervelli

Continuando a riflettere su uno dei tanti spunti emersi, se vi chiedessi cosa ne pensate della “fuga dei cervelli”, delle conseguenze che questo comporta, delle sue cause e delle probabili soluzioni; ciò stimolerebbe ulteriormente il vostro senso critico e civico? Vi colpirebbe tanto quanto, maggiorente o in maniera ridotta rispetto al problema delle api?

Se avessi avuto un nonno apicoltore e tanto creativo quanto romantico, come quello che effettivamente ho, sono certo avrebbe usato una metafora del genere (mio nonno in realtà fa l’agricoltore, quindi non mi pare il caso di raccontarvi le affascinanti storia su zappe e muretti e secco):“Sii l’ape più temeraria, che ogni giorno si spinge sempre più in là alla ricerca del nettare più prelibato, ma ricorda poi di tornare a casa. Tutte le api che sono entrate in altri alveari non hanno mai fatto ritorno”.

 

Pur non sapendo cosa faccia, facesse o abbia fatto di mestiere il nonno di Nicolò Calandri so di certo che suo nipote è uno di quei cervelli in fuga. Nicolò è un ingegnere elettronico e dottorando al Politecnico di Milano, ha realizzato in collaborazione con MIT e NASA sistemi ottici criogenici per applicazioni satellitari, è volato via negli USA, ma è poi tornato in Italia per amore della nostra bella nazione e per sviluppare un progetto di Startup che potrebbe risolvere, almeno parzialmente, almeno uno dei due problemi presentati.

CALANDRI
Niccolò Calandri – ideatore di 3Bee

Ho avuto il piacere di conoscere Nicolò durante il contest Start-up del Web Marketing Festival e ho deciso di parlarvene perché ho riconosciuto nei suoi occhi la passione di chi crede ardentemente in un gran progetto. Progetto che personalmente reputo promettente: è altamente scalabile, con una calibrata Value Proposition, un Business Plan chiaro e convincente e, last but not least, vanta un team altamente qualificato e abbastanza eterogeneo, il cui CEO, l’unico del team che ho avuto il piacere di conoscere, ha un’energia che porta via! Unico appunto che farei loro oggi 28/06: “migliorate le prestazioni del sito web: è lento!”

petruChi sono? Michele Petruzzi. Una persona a cui capita molto spesso di essere d’accordo con A. Chadwick, Foucault, Carnap e Marc Twain. Feynman lo prendo in parola.