Style tips to go from (1)

di Lolle Young

Il torinese, da qualche anno a questa parte, è un vero e proprio brulicante alveare di idee innovative: l’ultima edizione di Startuppato, tenutasi il 25 maggio al coworking di Toolbox, ha messo in luce alcune delle realtà più interessanti nel mondo delle startup. Tra queste mi ha particolarmente incuriosita Freeda feel free around, progetto dedicato alle donne, nato da un gruppo di giovani ex-ricercatori al Politecnico di Torino: Ilaria Zonda, designer, Eleonora Gargiulo, psicologa e Andrea Valenzano, ingegnere informatico. Al team si è da poco aggiunta anche Carola Di Ruscio, social media manager.
Un team multidisciplinare dunque, che ha dato vita ad un progetto incredibilmente innovativo e ambizioso.

Ho incontrato Ilaria per fare due chiacchiere sul progetto e scoprire i dietro le quinte della vita da startupper.

team

Come è nata l’idea?
«L’idea è nata dalla voglia di dare un animo sociale all’uso delle tecnologie, creare qualcosa di utile alla società. Un giorno io ed Eleonora ci siamo ritrovate sedute su di una panchina, a parlare di tutti i nostri piccoli grandi problemi quotidiani. Era un pomeriggio di primavera, la stagione in cui si ricomincia ad uscire, e così abbiamo scoperto che un comportamento comune riguardava l’adottare delle strategie quando si tornava a casa da sole alla sera: il messaggio alla sorella, la chiamata all’amico… da lì abbiamo pensato che sarebbe stato interessante sviluppare un’app che potesse risolvere il problema, indicandoti il tragitto che ti facesse sentire più sicura per tornare la sera.»

Sicurezza, indipendenza, libertà: queste le parole d’ordine che hanno animato il progetto, nato nel maggio 2016 ed in costante crescita anche grazie ai finanziamenti di Tim #Wcap, che lo scorso luglio ha selezionato Freeda tra i 26 vincitori per il percorso di accelerazione nell’ambito della Call for Startups. Ma, nel dettaglio, cosa è Freeda?

«Freeda è un’applicazione che mappa la sicurezza percepita dalle donne in città» mi spiega Ilaria.  «È  rivolta a tutte le donne che viaggiano – per lavoro o per piacere – o che si muovono spesso da sole.»

Come funziona l’app di Freeda?
«Nell’app è presente una mappa nella quale è possibile selezionare un luogo e recensirlo, scegliendo una o più fasce orarie (mattina, pomeriggio, sera, notte). Si possono dare da 1 a 4 stelline, che indicano il grado di sicurezza percepita in quel luogo. È possibile inoltre lasciare un commento e aggiungere dettagli che riguardano il grado di affollamento, l’illuminazione ed eventuali molestie subite –fisiche o verbali. Finita la recensione si crea un pin point che si colora di verde, giallo, arancione o rosso in base alla media delle recensioni lasciate per quella zona.»

presentazione app

In quali città si sta estendendo il progetto?
«Il progetto è partito da Torino, la città in cui abitiamo… anche se nessuno di noi è torinese! (sorride, nda). Quando abbiamo iniziato a cercare tester, durante le fasi iniziali del progetto, ci hanno contattato ragazze di tutta Italia, e adesso abbiamo recensioni in città come Roma, Napoli, Catania… e persino in Spagna e in Irlanda, grazie ad alcune ragazze che sono partite in Erasmus

Abbiamo parlato del servizio di mapping offerto da Freeda, ma so che dietro questo progetto c’è molto di più…
«In realtà lo scopo finale del nostro progetto è decisamente più ampio, e riguarda la creazione di città a misura di donna: per far questo miriamo anche a far conoscere importanti realtà femminili all’interno delle città italiane, inserendo sulle nostre mappe indirizzi di associazioni a tema, come Casa delle Donne a Torino.»

Freeda ha obiettivi ambiziosi, dunque, ma nel raggiungerli è ampiamente supportata da una vasta comunità in costante crescita.

«Attualmente abbiamo oltre 100 tester, provenienti da varie parti d’Italia che condividono esperienze e pareri sull’app in un gruppo chiuso su Facebook, al fine di migliorarla il più possibile. Ma la community più ampia è senz’ombra di dubbio quella sulla nostra pagina ufficiale: lì siamo circa 1850. Nella pagina di Freeda non solo comunichiamo informazioni sull’app, ma la utilizziamo anche per far conoscere realtà a misura di donna, attraverso rubriche settimanali come Posti Belli, in cui raccontiamo i luoghi migliori della città scelti in base alle valutazioni dell’app, o rubriche che parlano di associazioni femminili e di donne che hanno cambiato il mondo.»

Se anche voi volete unirvi a questa grande famiglia e provare l’app in esclusiva, Ilaria mi assicura che è semplicissimo:

«È sufficiente lasciare  un like sulla nostra pagina Facebook e scriverci in un messaggio privato la volontà di diventare tester. Una volta ricevute le informazioni sull’indirizzo mail con cui si è registrati nello store e il sistema operativo dello smartphone (iOS o Android), inviamo le istruzioni per scaricare l’app. Da quel momento si diventa ufficialmente tester, e si è aggiunte al gruppo esclusivo delle Freeda Lovers!»

Se anche tu vuoi entrare a far parte di questa grande famiglia non perderti nessuna novità, seguendo Freeda sui social e diventando una beta-tester!

Join the revolution!

Ho terminato l’intervista, quando mi coglie improvvisamente una curiosità…

Ilaria, scusa, ho un’ultima domanda… perchè il nome Freeda?
«È semplicemente l’unione di freedom, libertà, e Frida Kahlo, nostra musa ispiratrice, una donna che reputiamo emblema di forza ed indipendenza femminile».

Lascio Ilaria con la convinzione che, un po’ come Frida, anche questi ragazzi con il loro talento e la loro creatività riusciranno a cambiare il mondo.

19511385_10213538072276168_4513398087221753916_nChi sono? Lolle Young, studentessa di comunicazione a tempo pieno e appassionata di comunicazione in quello libero, mi tengo in forma correndo dietro al frenetico mondo dell’innovazione, in continuo cambiamento. Social media strategist in erba, ho avuto alcune interessanti esperienze nel settore, sia all’interno di un importante ufficio di comunicazione (Accademia Euromediterranea della Moda) che in uno studio radiofonico in cui, oltre a destreggiarmi come speaker, curavo la comunicazione digitale della pagina. Adoro l’odore del caffè al mattino, le lunghe passeggiate nel verde e scrivere sul mio blog di ciò che di bello c’è nel mondo.