Torino Open House-2

by @_giuliacrocs

Comunicare l’architettura è una sfida per i progettisti, ma un’opportunità per i media. Come si comunica l’architettura facendo in modo che il pubblico la percepisca come componente fondamentale della società civile? Come accendere l’attenzione sul valore dell’architettura, sul suo ruolo per la qualità dell’abitare e, più in generale, del vivere?

Ed ecco che a rispondere è Torino, con eventi, storie e porte aperte.

Infatti, lo scorso weekend, 10 e 11 giugno, dal centro alla prima periferia, 111 edifici esplorabili in 48 ore – tra palazzi storici, appartamenti privati, laboratori, uffici, ex fabbriche – hanno raccontato insieme all’architettura dei loro spazi come si vive il design nella città sabauda.

Mi sono sempre piaciuti i tetti, gli edifici, le case. Rimango ore a fantasticare su chi si cela dietro quella facciata, quel muro, quella finestra. Di sicuro c’è vita: emozioni, amori e rancori.

Grazie al progetto #OpenHouseTorino ho potuto vivere queste storie. Il progetto Open House si traduce in una fila di persone con una mappa in mano, in un caldo weekend di giugno. Ognuna con un percorso diverso, un indirizzo, un racconto.

Open House Torino è parte del circuito Open House Worldwide, format internazionale di evento che si sviluppa a oggi in 35 città in quattro continenti diversi. Il concept originale del format è nato nel 1992 con la prima edizione a Londra.

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“Sono numeri che nessun’altra prima edizione di Open House ha raggiunto – spiega Luca Ballarini, presidente dell’Associazione Open House Torino – questo dimostra che la città e i torinesi sono aperti alle novità. Negli ultimi tre mesi mi sono sentito dire spesso «non funzionerà, siamo a Torino, non a Los Angeles o a Londra, chi accetterà mai di aprire la sua casa? Posso dire che Torino è la città italiana che ha aperto più appartamenti privati rispetto alle altre, non siamo come si racconta”.

Per la prima volta Torino ci ha dato appuntamento per ammirare i suoi angoli segreti, gli splendidi affreschi, le nuove costruzioni, le case private, i laboratori, i locali e i giardini. Ha spalancato le porte, vista la dimensione del fenomeno, a tutti quelli che erano curiosi di scoprire la città, per entrare in intimità con la sua bellezza e i suoi tesori nascosti.

“Spesso i cittadini si sentono esclusi dal mondo dell’architettura: la conoscenza e l’esperienza in questo campo sono esclusivamente limitate agli addetti ai lavori. Però questo non vuol dire che i cittadini non vogliano capire, esplorare e impegnarsi a parlare di edifici e di luoghi delle loro città, è solo che spesso non viene offerta l’opportunità di aprire le porte a tutti.”

Lo scopo dell’evento di Open House è quindi quello di creare un dialogo di quarantotto ore tra la comunità e i professionisti, per far conoscere e valorizzare l’architettura di qualità presente a Torino e sul territorio. È un modo diverso di comunicare l’architettura, non saranno quindi le parole a dar corpo ad una storia, bensì le linee, i colori, i materiali ad esserne i protagonisti. L’idea è di favorire la curiosità verso luoghi ignoti della città, presentando i suoi spazi e le sue funzioni, il paesaggio e il verde.