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di Irene Marchesano – Mettete una tranquilla domenica di fine maggio, un bel parco in mezzo al verde, degustazioni itineranti e come sottofondo della buona musica live. Sono questi gli ingredienti di Play On Air, evento tenutosi il 28 maggio al PAV, il Parco Arte Vivente di Torino Lingotto.

Il progetto mette le sue radici su Eppela con una campagna di crowdfunding lanciata lo scorso dicembre (e conclusa il 25 gennaio grazie al co-finanziamento della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT) dall’associazione _resetfestival, che dal 2009 continua ad attuare piccole rivoluzioni in ambito artistico nel panorama torinese. Il desidero – questa volta – è quello di dimostrare che “le cose belle” possono essere sostenibili e quindi perché non coinvolgere direttamente la comunità? Ma non solo, due sono gli obiettivi principali:

  1. coinvolgere il pubblico in un percorso multisensoriale;
  2. portare a conoscenza di luoghi straordinari e di prodotti d’eccellenza il pubblico, con l’obiettivo anche di aumentare l’audience di tutti e tre i settori (musica, produzioni enogastronomiche e location di valore ambientale).

Ma di che cosa stiamo parlando?

Il crowdfunding, parola composta dall’inglese crowd, folla e funding, è oggi un mezzo di finanziamento che sta prendendo sempre più campo. Nato in Australia e negli Stati Uniti come forma di microfinanziamento, oggi potenziato dalle piattaforme web, si avvale dell’aiuto spontaneo di persone che decidono di supportare una determinata iniziativa con quello che hanno.

Esistono diversi modelli di finanziamento:

  • Donation: chi dona senza ricevere nulla in cambio, ma lo fa per l’attaccamento alla causa. Per questa ragione viene scelto da associazioni no profit senza scopo di lucro.
  • Equity: i soggetti privati diventano veri e propri finanziatori di startup o PMI innovative.
  • Lending: micro prestiti vengono fatti da privati a tassi di restituzione Si vuole evitare l’intervento delle banche preferendo l’uso di piattaforme come Smartika.
  • Reward: è la tipologia più diffusa, quella che propongono le piattaforme web come Kickstarter, Indiegogo e la sopracitata Eppela. Questo modello prevede per l’investitore una ricompensa commisurata con il contributo. È la tipologia scelta da _reset festival per finanziare Play On Air.

Nel gennaio 2017, in Italia il crowdfunding ha segnato una buona crescita del +35% in soli sette mesi. I numeri sulle campagne attive quest’anno sono 55. Tuttavia ci si aspetta un vero e proprio consolidamento per la fine dell’anno.

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Quattro artisti per quattro installazioni d’arte diverse

La formula vincente di Play On Air sta tuttavia nel non trascurare tre aspetti della vita che al giorno d’oggi non vanno dimenticati, ovvero gli spazi verdi comuni, le produzioni enogastronomiche locali e le attività culturali.

Come un percorso itinerante il pubblico ha potuto assistere alle esibizioni di artisti emergenti nelle varie aree del parco: Liede nel quadrifoglio, Cecilia nei fiori (e fra le api), Chiara dello Iacovo nell’orto e infine Emanuele Via nel canneto. Ad ogni postazione era possibile assaggiare prodotti locali, dall’olio al miele fino alle verdure del Parco. Ma il valore aggiunto è dato anche dalla location.

Il Parco Arte Vivente è un centro sperimentale d’arte contemporanea che oggi sorge in un’area ex-industriale di circa 23.000 mq, progettato dall’artista Piero Giliardi e diretta da Enrico Bonanate nel 2007. Personalmente non lo conoscevo (vivo a Torino da poco più di un anno), ma mi ha sorpreso il fatto che neanche chi abita a pochi metri di distanza non ne fosse a conoscenza.

Altri eventi sono in programma, con location e artisti emergenti diversi. Se voi non c’eravate, la prossima volta non fatevelo scappare!

Per restare in contatto: Reset Festival Torino e il sito resetfestival.it

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