Siamo a Torino, è domenica e il primo freddo è arrivato in città. Per non parlare poi del grigio che è ritornato, dopo la bella stagione, a rendere tutto un po’ meno bello. Cascata praticamente a pennello è Collettiva, manifestazione organizzata dal gruppo di freelance Pangramma, che con i suoi colori (il giallo, verde, rosa, viola e blu) vivacizza la città nelle stanze del Lombroso 16 in San Salvario.

Noi di Fuori dal Funnel arriviamo sul finale a raccontarvi quello che è stato l’incontro dedicato all’imprenditoria e al mondo musicale. Qual è il legame fra queste due realtà, ci viene spiegato da Stefania Faccia pianificatrice di Festa Della Musica e Daniele Celona, fondatore e direttore artistico di Reset Festival, ovvero due delle manifestazioni musicali più note del panorama torinese.

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La Festa della Musica nasce nel 2012 da un gruppo di appassionati di musica che pur non avendo le abilità da interprete cerca di sfogare in qualche molto la propria vena creativa. L’idea è quella di occupare un quartiere di Torino, il Quadrilatero, senza servirsi di strutture, per divertire il pubblico più eterogeneo. Una manifestazione di tre giorni gratuita, dove perfino i musicisti decidono di partecipare (per così dire) in modo disinteressato. Ogni anno si vuole fare uno step in più rispetto a quello precedente: creare progetti dentro altri progetti, coinvolgere scuole di musica, bambini, musicisti e non.
Come manifestazione, la Festa della Musica oggi conta 500 iniziative in 5 edizioni ed è destinata a crescere ancora, dice Stefania.

Dall’altra parte c’è Reset Festival, manifestazione musicale che nasce nel 2009 per altre ragioni. A differenza di Stefania, Daniele è un musicista e decide di creare insieme a un amico uno spazio alternativo ai soliti locali dove suonare. La prima edizione si è svolta lungo i Murazzi del Po con 50 concerti fra giugno, luglio e agosto e conclusa in Piazza Vittorio i primi di Settembre. Nonostante il discreto successo raggiunto, la manifestazione si dimostrava fallimentare dal punto di vista dei costi da sostenere. “Oggi Reset non è più solo un festival”, dice Daniele, “grazie al sistema della call, diamo la possibilità alle band emergenti di partecipare”. Quest’anno sono state ricevute 434 proposte. Reset come la Festa Della Musica ascolta i feedback del suo pubblico e cerca di migliorarsi ogni anno.

Ma cosa hanno in comune il mondo dell’impresa e quello creativo?

Secondo Daniele si tratta di due cose molto simili: varia il contenuto, ma entrambi partono da un’idea. Le strategie di marketing possono essere utili, ma senza una storia da raccontare non si va da nessuna parte. La musica non è solo suono: ci sono parole, e quindi storie. “Questa è la ragione per cui il giubbotto di un musicista costa tantissimo rispetto a un chiodo del Balon”, aggiunge. E’ il valore che noi attribuiamo alle cose quindi. A volte bisogna rischiare e navigare nell’incerto per seguire un nostro sogno, per realizzare quello che ci piace di più. Recita più o meno così una delle illustrazioni promosse da Pangramma durante Collettiva.

“La storia è la ragione per cui il giubbotto di un musicista costa tantissimo rispetto a un chiodo del Balon”

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Dopo aver parlato tanto di musica, la giornata si conclude sulle note di Andrea Cerrato, cantautore folk rock che ha partecipato a The Voice Italy.
Pangramma ha fatto il battesimo a Collettiva. Noi abbiamo parlato solo di musica, ma Collettiva è stato tutt’altro: workshop, illustrazione, fotografia e talk. Attendiamo con ansia una prossima edizione.

di Irene Marchesano @IMIreneM.